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Lo stile unico di Frida Khalo

2018 maggio 14
by Paola Lambardi

Frida Khalo (Coyoacán, 6 luglio 1907 – Coyoacán, 13 luglio 1954) è stata un’artista messicana conosciuta per i suoi dipinti che oggi definiremo una specie di selfie. Dietro questi autoritratti si racconta la sua drammatica storia personale: Frida inizia a dipingere proprio durante la degenza dovuta al grave incidente che la vede coinvolta quando aveva solo 18 anni. Lo scontro tra un autobus e il tram sul quale viaggiava, cambierà la sua vita in maniera irreversibile. Ma non è l’unico attacco al suo corpo. In precedenza, all’età di 7 anni, era già stato colpito da una poliomelite che le prende la gamba destra, fino al punto di doverla poi amputare in età adulta. Nonostante le gravi ripercussioni di questi incidenti, la forza e la libertà di questa donna sono straordinari e lei stessa li suggella in questa frase: “In fin dei conti, possiamo sopportare molto di più di quel che pensiamo”.

Il suo modo di esprimere il dolore attraverso la pittura era vivido e puro, riusciva a svelare con un sistema di simbologie primitive e naturalistiche tutta sé stessa. Le sue relazioni personali erano un altro specchio della sua esistenza travagliata, viaggiavano come in un sistema binario. Nei dipinti così come nella sua vita privata, Frida era aperta e senza filtri.

Legata sentimentalmente all’illustre pittore Diego Rivera ‑ che la fece costantemente soffrire a causa dei continui tradimenti – percepiamo ed entriamo nella storia della sua vita attraverso le innumerevoli foto realizzate dal padre, Guillermo Khalo (fotografo tedesco di origine ebraica immigrato in Messico alla fine dell’800) e dai grandi fotografi amici come Edward Weston, Imogen Cunningam, Tina Modotti e Nicolas Muray che ce la raccontano come un’icona dallo stile inconfondibile.

Dal modo di acconciare i capelli, agli abiti della tradizione Tehuana, tipici delle donne indie e contadine, Frida esprime ancora una volta il suo essere libera dalle convenzioni borghesi e come ingegnosamente questi abiti la aiutano a mascherare il suo corpo offeso. Nelle meravigliose foto in mostra al museo delle culture Mudec di Milano, dove si tiene un’importante retrospettiva fino al 3 giugno (http://www.mudec.it/ita/frida-kahlo-mostra-mudec-milano/­), si possono osservare i diversi modi con cui Frida amava adornare i suoi capelli con fiori e nastri e scoprire come le sue svariate acconciature rappresentino lo specchio della sua anima.

Per chi ama giocare con i fiori tra i capelli non resta che seguire uno dei numerosi tutorial dedicati a questa bellissima arte dell’acconciatura messicana (https://www.youtube.com/watch?v=q4OTZUCJ0kQ) mentre chi vuole approfondire l’influenza del suo stile, venerdì 25 maggio alle ore 19.00 presso l’Auditorium Mudec si terrà la conferenza 30 lezioni di moda (e di vita) che ci ha lasciato la signora Khalo con Susana Marìa Vidal che è anche l’autrice del volume Frida Khalo. Fashion as art of the being, un omaggio alla personalità e allo stile unico di questa grande artista del ‘900.

 

 

Frida Khalo, Self portrait with monkey

 

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