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Sapone con semi di papavero

2014 marzo 6
by Paola Lambardi

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Oltre ad essere uno dei più bei fiori della terra il papavero porta con sè tantissime storie. Stupefacente come il suo potente effetto apre immediatamente lo spazio a immagini e colori: provate a pensare al fiore di papavero disteso nei campi di grano all’inizio dell’estate, un’esperienza incantevole da fare. Potete aiutarvi anche rivedendo il quadro Coquelicots di Claude Monet attualmente esposto al Museo d’Orsay di Parigi. In questo bellissimo quadro l’artista ci regala il ricordo delle passeggiate lungo i campi punteggiati dal rosso ondeggiare dei papaveri al vento. Ma questo potere immaginativo così forte sarà forse perchè il papaver somniferum rimane ad oggi una pianta dalla quale si estraggono morfina e altre droghe? Chissà. Se poi lo osserviamo ancora meglio scopriamo che il papavero ama molto anche la nostra pelle: i suoi semi e l’olio che ne ricaviamo sono il tocco particolare che possiamo aggiungere al nostro sapone per renderlo leggermente esfoliante quindi ottimo per rigenerare le cellule epidermiche e ottenere un naturale effetto ringiovanente. Osservatelo e provatelo!

 

Ingredienti

Olio oliva                            750 g

Olio di cocco                      500 g

Olio di girasole                   350 g

Soda caustica                      224 g

Acqua distillata*                608 g

Semi di papavero                75 g

Con questa ricetta preparate circa 1,5 kg. di sapone.

* l’acqua può anche essere di fonte o piovana, non del rubinetto perchè non deve contenere il cloro che inibisce la reazione chimica.

Cosa occorre

1 pentola da 5 litri in acciaio, 1 pentola da 3 litri in acciaio, 2 cucchiai lunghi di acciaio, 2 termometri ad alcool lunghi, 1 bilancia precisa che misuri il grammo, 1 frullino ad immersione con la gamba staccabile (in acciaio possibilmente) da usare solo per fare il sapone, 1 ciotoline (per i semi di papavero),  1 frusta in acciaio, 1 misuratore in acciaio (per la soda caustica), 1 paletta in silicone, parecchi stracci che assorbano bene il grasso (tipo magliette vecchie), 1 coltello affilato a lama sottile, 1 righello

ATTENZIONE: Non si possono usare pentole di alluminio né cucchiai di legno perché la soda li corrode. Tutta l’attrezzatura in acciaio (ad esclusione del Minipimer) può essere invece lavata e riutilizzata in cucina perché la soda non la intacca.

 

Stampi per il sapone.

Si possono usare tranquillamente gli stampi in silicone per piccoli dolci (da usare solo per il sapone). In alternativa vanno bene i sottovasi per le piante rivestiti in plastica spessa per facilitare l’estrazione e l’isolamento.

Preparazione

Per prima cosa preparate gli stampi: quelli in silicone per dolci, una volta riempiti con il sapone, vanno coperti con pellicola trasparente. Se invece usate dei sottovasi o dei contenitori in plastica rigida ricordate di foderarli sempre con della pellicola trasparente e lasciate un’abbondanza per poterlo avvolgere una volta riempito con il sapone.

Indossate grembiule, guanti di gomma, occhiali di protezione. Pesate la soda (meglio se in granuli) nel misuratore in acciao. Nella pentola da 3 litri misurate l’acqua. A questo punto versate – CON MOLTA ATTENZIONE –la soda caustica dentro la pentola dell’acqua. NON FATE MAI IL CONTRARIO perché potrebbero arrivare schizzi ad altissima temperatura.

Con il cucchiaio lungo girate l’acqua e la soda facendo attenzione a non respirare i vapori. Mettete un termometro e vedrete che la temperatura sale oltre i 90° C. Lasciate raffreddare in un posto al sicuro fino a 35/40°C che è la temperatura di miscelazione con gli oli.

Mentre lasciate raffreddare la soda con l’acqua potete iniziare a misurare gli oli nella pentola da 5 litri. Se non avete un polso sicuro misurate gli oli singolarmente in un’altra pentola e aggiungeteli uno alla volta nella pentola da 5 litri. Quando la soda è intorno ai 40° C mettete gli oli a scaldare, a fuoco basso, con un termometro. Evitate di far salire la temperatura oltre i 35° C . Eventualmente fate un bagno freddo nel lavandino per raffreddarli.

Quando entrambi i composti raggiungono la stessa temperatura potete unirli: versate la soda con l’acqua dentro la pentola con gli oli. A questo punto con il frullino ad immersione iniziate a miscelare il composto e dopo qualche minuto inizierà ad addensarsi come una crema pasticcera. Per capire quando il sapone è pronto per essere travasato negli stampi si deve arrivare alla fase del nastro ovvero quando il frullino lascia la sua impronta sul sapone tirandolo fuori a motore spento. A questo punto è pronto per essere versato. Prima però aggiungete i vostri eccipienti cioè i semi di papavero che incorporerete nel sapone. Versate nello stampo e coprire con la pellicola trasparente. Mettetelo a riposare una notte per farlo solidificare. Il giorno dopo è pronto per estratto dagli stampi e tagliato.

Norme di conservazione

Il sapone fatto con il metodo a freddo, cioè che sfrutta solo il calore sprigionato dalla soda, và stagionato almeno 1 mese prima dell’uso. Quando lo tagliate e lo maneggiate fatelo sempre con i guanti perché la soda caustica è sempre leggermente attiva. Lo riponete in un luogo asciutto, riparato dal sole e una volta stagionato non ha una data di scadenza.

Norme di sicurezza

Quando preparate il sapone tenere sempre a portata di mano una soluzione di acqua e aceto (3 parti di acqua e 1 di aceto) per lavare la parte colpita dalla soda.  Per gli occhi usare solo abbondante acqua. Tutta l’attrezzatura che viene a contatto con la soda caustica (pentola, termometri, cucchiaio, ecc.) deve essere lavata subito.

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