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Sapone al burro di Karitè

2014 febbraio 7
by Paola Lambardi

 

 

 

Per nutrire in profondità la pelle non c’è burro migliore del Karitè. Questa pianta, la Vitellaria paradoxa, di origina africana, produce frutti dalle cui noci dai viene estratto il burro di Karitè che ha ottime proprietà emollienti e curative, ricco di vitamine A, D, E.

Il burro di Karitè è un ottimo eccipiente grazie alla percentuale molto alta di insaponificabili quindi preserva una buona parte delle sue proprietà e non viene modificato nella reazione chimica della saponificazione. Le donne del Boussuma lo chiamano l’oro delle donne perchè è una risorsa e una fonte di reddito fondamentale per le comunità rurali dei paesi africani. Il progetto di sostegno di Smom onlus e Maisha Marefu ci racconta come da una pianta possono nascere molti altri frutti per migliorare la vita delle persone soprattutto nei paesi in via di sviluppo:

http://maishamarefu.it/progetti/settori-di-intervento/

 

Ingredienti

Olio oliva                             1500 g

Olio di cocco                       1000 g

Olio di girasole                     500 g

Soda caustica                       437 g

Acqua distillata*                1140 g

Cera d’api                              150 g

Burro di Karitè                     150 g

 

Con questa ricetta preparate circa 3 kg. di sapone.

* l’acqua può anche essere di fonte o piovana, non del rubinetto perchè non deve contenere il cloro che inibisce la reazione chimica.

Cosa occorre

1 pentola da 5 litri in acciaio, 1 pentola da 3 litri in acciaio, 2 cucchiai lunghi di acciaio, 2 termometri ad alcool lunghi, 1 bilancia precisa che misuri il grammo, 1 frullino ad immersione con la gamba staccabile (in acciaio possibilmente) da usare solo per fare il sapone, 2 ciotoline (per il miele e la cera d’api),  1 frusta in acciaio, 1 misuratore in acciaio (per la soda caustica), 1 paletta in silicone, parecchi stracci che assorbano bene il grasso (tipo magliette vecchie), 1 coltello affilato a lama sottile, 1 righello

ATTENZIONE: Non si possono usare pentole di alluminio né cucchiai di legno perché la soda li corrode. Tutta l’attrezzatura in acciaio (ad esclusione del Minipimer) può essere invece lavata e riutilizzata in cucina perché la soda non la intacca.

 

Stampi per il sapone.

Potete usare tranquillamente gli stampi in silicone per piccoli dolci (da usare solo per il sapone). In alternativa vanno bene i sottovasi per le piante oppure vari contenitori di plastica spessa che vanno rivestiti con una pellicola trasparente (un po’ spessa, tipo quella usata dagli imbianchini) per facilitare l’estrazione e l’isolamento.

 

Preparazione

Per prima cosa preparate gli stampi: per quelli in silicone per dolci, una volta riempiti con il sapone, vanno coperti con pellicola trasparente. Se invece usate dei sottovasi o dei contenitori in plastica rigida ricordate di foderarli sempre con della pellicola trasparente e lasciate un’abbondanza per poterlo avvolgere una volta riempito con il sapone.

Indossate grembiule, guanti di gomma, occhiali di protezione. Misurate gli oli nella pentola da 5 litri. Se non avete un polso sicuro misurate gli oli singolarmente in un’altra pentola e aggiungeteli uno alla volta nella pentola da 5 litri. Unite agli oli la cera triturata e mettete sul fuoco (basso) con un termometro. Evitate di far salire la temperatura oltre i 65° per non distruggere le proprietà degli oli e della cera, eventualmente fate un bagno freddo nel lavandino per raffreddare il composto. Pesate la soda (meglio se in granuli) nel misuratore in acciao. Nella pentola da 3 litri misurate l’acqua. A questo punto versate – CON MOLTA ATTENZIONE –la soda caustica dentro la pentola dell’acqua. NON FATE MAI IL CONTRARIO: MAI perché potrebbero arrivare schizzi ad altissima temperatura.

Con il cucchiaio lungo girate l’acqua e la soda facendo attenzione a non respirare i vapori. Mettete un termometro e vedrete che la temperatura sale oltre i 90°. Lasciatela raffreddare in un posto al sicuro fino a 50° che è la temperatura di miscelazione con gli oli. Controllate nel frattempo gli oli e quando entrambi i composti raggiungono i 50° potete unirli: versate la soda con l’acqua dentro la pentola con gli oli. A questo punto con il frullino ad immersione iniziate a miscelare il composto e dopo qualche minuto inizierà ad addensarsi come una crema pasticcera. Per capire quando il sapone è pronto per essere travasato negli stampi si deve arrivare alla fase del nastro ovvero quando il frullino lascia la sua impronta sul sapone tirandolo fuori a motore spento. A questo punto è pronto per essere versato. Prima però aggiungete i vostri eccipienti cioè il burro di Karitè. Versate nello stampo e coprire con la pellicola trasparente. Mettetelo a riposare una notte per farlo solidificare. Il giorno dopo è pronto per essere estratto dagli stampi.

Norme di conservazione

Il sapone fatto con il metodo a freddo, cioè che sfrutta il calore sprigionato dalla soda, và stagionato almeno 1 mese prima dell’uso. Quando lo tagliate e lo maneggiate fatelo sempre con i guanti perché la soda caustica è ancora leggermente attiva. Lo riponete in un luogo asciutto, riparato dal sole e una volta stagionato non ha una data di scadenza, come certi vini migliora invecchiando.

Norme di sicurezza

Quando preparate il sapone tenere sempre a portata di mano una soluzione di acqua e aceto (3 parti di acqua e 1 di aceto) per lavare la parte colpita dalla soda.  Per gli occhi usare solo abbondante acqua. Tutta l’attrezzatura che viene a contatto con la soda caustica (pentola, termometri, cucchiaio, ecc.) deve essere lavata subito.

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