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Lo stile unico di Frida Khalo

2018 maggio 14
by Paola Lambardi

Frida Khalo (Coyoacán, 6 luglio 1907 – Coyoacán, 13 luglio 1954) è stata un’artista messicana conosciuta per i suoi dipinti che oggi definiremo una specie di selfie. Dietro questi autoritratti si racconta la sua drammatica storia personale: Frida inizia a dipingere proprio durante la degenza dovuta al grave incidente che la vede coinvolta quando aveva solo 18 anni. Lo scontro tra un autobus e il tram sul quale viaggiava, cambierà la sua vita in maniera irreversibile. Ma non è l’unico attacco al suo corpo. In precedenza, all’età di 7 anni, era già stato colpito da una poliomelite che le prende la gamba destra, fino al punto di doverla poi amputare in età adulta. Nonostante le gravi ripercussioni di questi incidenti sul suo corpo, la forza e la libertà di questa donna sono straordinari e lei stessa li suggella in questa frase: “In fin dei conti, possiamo sopportare molto di più di quel che pensiamo”.

Il suo modo di esprimere il dolore attraverso la pittura era vivido e puro, riusciva a svelare con un sistema di simbologie primitive e naturalistiche tutta sé stessa. Le sue relazioni personali erano un altro specchio della sua esistenza travagliata, viaggiavano come in un sistema binario. Nei dipinti così come nella sua vita privata, Frida era aperta e senza filtri.

Legata sentimentalmente all’illustre pittore Diego Rivera ‑ che la fece costantemente soffrire a causa dei continui tradimenti – percepiamo ed entriamo nella storia della sua vita attraverso le innumerevoli foto realizzate dal padre, Guillermo Khalo (fotografo tedesco di origine ebraica immigrato in Messico alla fine dell’800) e dai grandi fotografi amici come Edward Weston, Imogen Cunningam, Tina Modotti e Nicolas Muray che ce la raccontano come un’icona dallo stile inconfondibile.

Dal modo di acconciare i capelli, agli abiti della tradizione Tehuana, tipici delle donne indie e contadine, Frida esprime ancora una volta il suo essere libera dalle convenzioni borghesi e come ingegnosamente questi abiti la aiutano a mascherare il suo corpo offeso. Nelle meravigliose foto in mostra al museo delle culture Mudec di Milano, dove si tiene un’importante retrospettiva fino al 3 giugno (http://www.mudec.it/ita/frida-kahlo-mostra-mudec-milano/­), si possono osservare i diversi modi con cui Frida amava adornare i suoi capelli con fiori e nastri e scoprire come le sue svariate acconciature rappresentino lo specchio della sua anima.

Per chi ama giocare con i fiori tra i capelli non resta che seguire uno dei numerosi tutorial dedicati a questa bellissima arte dell’acconciatura messicana (https://www.youtube.com/watch?v=q4OTZUCJ0kQ) mentre chi vuole approfondire l’influenza del suo stile, venerdì 25 maggio alle ore 19.00 presso l’Auditorium Mudec si terrà la conferenza 30 lezioni di moda (e di vita) che ci ha lasciato la signora Khalo con Susana Marìa Vidal che è anche l’autrice del volume Frida Khalo. Fashion as art of the being, un omaggio alla personalità e allo stile unico di questa grande artista del ‘900.

 

 

Frida Khalo, Self portrait with monkey

 

Sapone naturale fai da te!

2018 gennaio 7
by Paola Lambardi
Per salvare la pelle c'è una pratica da riscoprire! Produrre da soli il sapone!

Sapone naturale fai da te, un libro con tante ricette per produrlo da soli.

Il sapone è forse uno dei prodotti più misteriosi della nostra quotidianità ed è probabile che non tutti abbiano chiaro che cosa effettivamente sia e come si realizzi. Quando ho iniziato a produrre il sapone in casa ho finalmente capito l’origine di questo prodotto e ho scoperto che è un composto che si crea attraverso una serie di reazioni chimiche.

Dopo un po’ di pratica e tanti esperimenti con diverse formulazioni e ingredienti ho deciso di raccogliere in un libro le mie ricette per aiutare la diffusione di questa pratica perché la letteratura in Italia è quasi inesistente; inoltre sempre più persone soffrono di problemi alla pelle come la dermatite atopica o la psoriasi, causate anche da detergenti troppo aggressivi privi di sostanze nutritive per la pelle. Nel libro Sapone naturale fai da te (ed. Tecniche Nuove) si trovano tante ricette per fare il sapone solido, liquido e trasparente e per ogni ricetta sono indicate le sue proprietà detergenti e nutritive perché uno degli effetti benefici del fare in casa il sapone è quello di mantenere al suo interno la glicerina, un sottoprodotto della reazione di saponificazione che deriva dai grassi e che permette di nutrire la pelle. Le ricette del libro sono formulate con gli ingredienti tipici del Mediterraneo perché — come racconto nella prima parte del libro — questa è la culla della nostra civiltà dove nasce e si diffonde il sapone. Partendo dalle città siriane di Aleppo e Damasco che diventano i grandi centri di produzione di sapone nell’VIII secolo d. C. si arriva fino a Nablus e Fez e durante le Crociate il sapone raggiunge anche la Spagna, la Francia e l’Italia che diventeranno importanti centri produttivi del sapone. La ricchezza di tutte le culture che si affacciano nel Mediterraneo e la condivisione dei prodotti di queste terre è veramente unica nella storia dell’uomo e il sapone è naturalmente uno dei grandi testimoni.

Ma come si fa allora il sapone? Servono pochi ingredienti: acqua, grassi (animali o vegetali) e un reagente come la soda caustica che è uno degli ingredienti fondamentali per fare il sapone solido. Come tutti i materiali corrosivi, la soda caustica va maneggiata con estrema attenzione e sono fondamentali alcune precauzioni: occorre indossare indumenti che coprano bene il corpo, camicie o maglie con maniche lunghe, un grembiule con pettorina (se non si possiede il classico camice da chimico), dei guanti in gomma alti fino al gomito e degli occhiali di protezione tipo quelli che si usano in falegnameria per proteggere gli occhi e il viso. Finita questa accurata vestizione si allontanano bambini e animali domestici dalla cucina, si spengono tutti i telefoni e ci si può mettere all’opera, anzi alla soap opera!

La prima reazione ‘chimica’ avviene quando si unisce la soda caustica all’acqua; evitate di usare acqua del rubinetto che contiene il cloro che può inibire la reazione. Vanno bene tutti gli altri tipi di acqua come quella distillata, demineralizzata, di fonte o piovana. Questo passaggio è molto importante perché la soda deve essere aggiunta all’acqua e non bisogna mai fare il contrario perché si rischia il terribile ‘effetto vulcano’ che può danneggiare cose e/o persone. Da questa reazione si nota un velocissimo aumento della temperatura dell’acqua che può arrivare fino ai 95°/100°.

Questo modo di fare il sapone è chiamato metodo a freddo perché utilizza solo il calore sprigionato dalla prima reazione e serve a innescare la seconda reazione che avviene quando uniamo a questa miscela basica (cioè la soda + acqua) la parte dei grassi che possono essere scelti tra quelli vegetali o animali. L’unione dei due composti deve essere fatta a determinate temperature che possono oscillare tra i 35° e i 55° a seconda degli ingredienti che compongono il sapone.

Personalmente prediligo i saponi vegetali a base di olio d’oliva, girasole, mais, canapa, cocco e le mie ricette sono sempre una miscela di oli scelti tra quelli saturi, come l’olio di oliva, e quelli insaturi, come l’olio di cocco o il burro di Karité perché migliorano la qualità del sapone grazie alle diverse proprietà di alcune sostanze insaponificabili di certi oli e anche per ottenere una buona consistenza e durezza nella preparazione del sapone solido.

Dall’unione dei due composti, la base alcalina e i grassi si ottiene il sapone che nella sua formulazione è in parte ‘sale’ come si definisce in gergo chimico, cioè la parte pulente, e in parte glicerina cioè la parte nutriente. Miscelando questo composto con il frullatore a immersione — una specie di bacchetta magica contemporanea — si ottiene dopo circa 10/15 minuti una crema molto simile alla crema pasticcera e a questo punto siamo pronti per travasarlo nei nostri stampi. Una volta versato negli stampi il sapone andrà lasciato coperto per una notte in modo da farlo solidificare e potrà essere estratto il giorno dopo. La reazione chimica continua per circa quattro settimane quindi occorre far stagionare il sapone in un luogo asciutto e lontano da fonti di calore, una cantina o un luogo analogo può andare benissimo. Dopo quattro settimane di stagionatura, il sapone è pronto per essere utilizzato e se conservato con attenzione, chiuso in una scatola e lontano da fonti di calore, non scade e può durare a lungo anche per più anni. Il sapone solido che si produce per l’igiene personale realizzato con questo metodo ha un pH tra 8 e 9 che è ben tollerato dalla pelle e resta uno dei saponi meno aggressivi rispetto a quelli liquidi che possono comunque essere ‘ritoccati’ nel pH preparando delle soluzioni tampone che alzano in pH. Per quanto rigurarda il sapone trasparente che è forse uno dei più belli esteticamente perché mantiene i colori brillanti ed è molto vivace e allegro, ha lo svantaggio che tende a seccare la pelle perché la glicerina e l’alcol (due ingredienti fondamentali per creare la trasparenza) lo rendono più adatto a chi ha la pelle grassa o mista.

Nel mio libro potete trovare ricette per ogni tipo di pelle e c’è anche un video tutorial che vi aiuta a capire i diversi passaggi per la sua realizzazione:

https://www.cucina-naturale.it/video_sapone_naturale_faidate/

Buona visione e buon sapone a tutti!

Masquerade, per una pelle splendente.

2017 novembre 6
by Paola Lambardi

Cucina Naturale, novembre 2017

 

Nel numero di novembre di Cucina Naturale trovate una serie di ricette per fare delle bellissime maschere con ingredienti naturali che aiutano a purificare e nutrire la pelle del viso. Una ricetta facile da fare quando si vuole una pelle pulita e luminosa è quella a base di argilla verde ventilata. L’argilla ventilata ha un forte potere assorbente e può essere utilizzata per diverse cure: aiuta a eliminare le scorie, cicatrizza le ferite e le ulcerazioni, purifica l’organismo e aiuta ad assorbire e pulire la pelle da acne, foruncoli, puni neri e pelle troppo untuosa. Per questa sua caratteristica assorbente si raccomanda di non usare utensili in metallo, plastica, vetro o metallo ma solo recipienti in ceramica e mescolate e misurate gli ingredienti con cucchiai in legno per  evitare di assimilare  materiali come plastiche o metalli che potrebbero essere dannosi per la salute.

Ecco qui la ricetta che consiglio di fare 1/2 volte al mese:

Maschera all’argilla verde ventilata

Ingredienti

2 cucchiai di argilla verde ventilata

1 cucchiaio di olio di mandorle

acqua distillata q.b. o acqua di rose

Preparazione

Si uniscono tutti gli ingredienti in una ciotola e si aggiunge un pochino di acqua distillata o acqua di rose per scioglierli fino ad avere una giusta consistenza per essere applicata sul viso.

Usala così Applicate generosamente sul viso e sul collo pulito. Lasciate in posa per circa 20/30 minuti al massimo e risciacquate con abbondante acqua. Questa maschera non si conserva e va usata al momento della preparazione.

 

 

Cure naturali per le allergie

2017 aprile 15
by Paola Lambardi

Cure naturali per le allergie

Per alleviare lo stress dalle allergie primaverili potete trovare alcune ricette facili da realizzare nel numero di Aprile di Cucina Naturale. Camomilla, melissa, elicriso e menta piperita sono alcune tra le piante officinali indicate per creare facili rimedi che calmano la congestione nasale, il gonfiore degli occhi e il prurito scatenato dai pollini e graminacee. Le ricette sono semplicissime da preparare e ed è un’altra ottima occasione per poter sperimentare una cura naturale fai da te.

 

 

Arnica: un rimedio naturale per traumi e reumatismi

2017 febbraio 10

Le cure naturali svelano le meravigliose proprietà di piante e fiori e sono un’occasione per conoscere e amare la varietà di rimedi ancora utilizzati nelle cure omeopatiche e fitoterapiche. La pianta dell’arnica è una di queste: con la sua fioritura giallo sole ravviva il panorama montano all’inizio dell’estate e proprio nel suo fiore raccoglie una serie di potenti sostanze per la cura dei traumi e come  rimedio per i dolori reumatici, tanto da essere conosciuta come panacea lapsorum, ovvero rimedio alle cadute e quindi perfetta contro lividi, distorsioni, contusioni ma anche artriti e reumatismi.

Come molte piante medicinali occorre fare attenzione a non utilizzarla su ferite aperte, non assumerla per bocca perchè ha un grado molto elevato di tossicità, ed evitare l’uso nelle cure per i bambini.

Per chi desidera produrre una pomata curativa può acquistare o meglio ancora realizzare, un macerato in olio (oleolito) o una tintura madre cioè la macerazione in alcol dei fiori essicati che si trovano facilmente in erboristeria o nelle vecchie farmacie erboriste.

Nella ricetta che segue si prevede l’uso dell’oleolito di arnica. La preparazione dell’oleolito la potete leggere in questo post.

Pomata all’arnica

Ingredienti

75 gr. oleolito di arnica macerato in olio di mandorla

25 gr. olio di cocco

20 gr. di cera d’api

Cosa occorre

1 pentola bassa per il bagno caldo, 1 ciotola che possa essere del diametro giusto per il bagno maria caldo, 1 frusta, 1 cucchiaino, 1 spatola in silicone, 1 barattolo, 1 bilancia che pesa il grammo, 1 termometro lungo ad alcol o in silicone.

Procedimento

Mettete l’oleolito in una ciotola con la cera d’api e scaldateli dolcemente a bagno maria, facendo attenzione a non superare i 65° per non distruggere le proprietà dell’oleolito. Per interrompere la temperatura preparate un bagno maria freddo nel lavandino dove immergete la ciotola per qualche minuto in modo da interrompere l’aumento della temperatura. Una volta sciolta tutta la cera, fate raffreddare completamente il composto nel bagno maria freddo. Quando la crema inizia a solidificarsi soprattutto sui bordi è il momento in cui siete pronti per invasettare. Versate la pomata in un contenitore con bocca larga e se riciclate dei vecchi vasetti ricordate di lavarli bene e sterilizzateli in acqua bollente.

Norme igieniche e conservazione

Prima di iniziare la preparazione della pomata, pulite bene con alcol le superfici e tutto quello che serve per la preparazione (ciotola, frusta, ecc.). Per questo tipo di preparazione indossate sempre guanti monouso.

Natale cosmetico fai da te

2016 dicembre 22

La vignetta di Cucina Naturale disegnata da Pat Carra

 

Per tutti gli appassionati del DIY consiglio di leggere il numero di dicembre di Cucina Naturale dove potete trovare le mie ricette cosmetiche,  facili da realizzare come: sali da bagno colorati,  scrub per il corpo, oli da massaggio e tante idee regalo da realizzare in pochi minuti.

Il gradimento è altissimo e il divertimento garantito. Buone feste!

L’articolo sul numero di dicembre di Cucina Naturale

La ricerca delle materie prime

2016 giugno 18
Home page della pagina del sito Lolietto

Home page del sito Lolietto

Quando si passa all’autoproduzione dei cosmetici la prima cosa che s’intuisce è l’importanza delle materie prime. Più garanzie abbiamo dal produttore e dal distributore, come le certificazioni o il suo procedimento di lavorazione, meglio sarà il risultato ma sopratttutto l’effetto benefico per la nostra salute. Come più volte ribadito dai grandi chef, le materie prime sono la base fondamentale per la buona riuscita di un piatto e lo stesso principio vale quando si realizza un cosmetico perchè la pelle lo assorbe e lo assimila nello stesso modo. Questo aspetto non va per niente trascurato perchè spesso il mercato è popolato da attori non sempre attenti e in alcuni casi propensi alla contraffazione. Un caso, ahimè, molto discusso è per esempio quello dell’olio d’oliva extra vergine italiano. In questo articolo, pubblicato sul Fatto Quotidiano, Francesco De Palo ne parla in maniera molto chiara: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/31/olio-doliva-extravergine-o-contraffatto-il-confronto-tra-costi-al-pubblico-e-profitti-per-il-produttore-onesto-o-truffatore/2340589/

Per restare entro certi parametri di qualità è ormai evidente che la conoscenza del produttore e il prezzo sono determinanti nella scelta delle materie prime. Nella mia ricerca ho avuto il piacere d’incontrare una realtà davvero innovativa, creata da una giovane coppia di ricercatori in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e insieme hanno creato Loliettoo, uno spin-off accademico dedicato allo sviluppo di programmi di ricerca per scoprire nuove molecole organiche grazie ad alcune tecnologie avanzate come la risonanza magnetica nucleare (RSN) che aiuta a studiare le matrici vegetali degli oli per scoprire nuove sostanze funzionali. Quando ho incontrato Sara di Benedetto — la fondatrice di questo progetto — mi ha raccontato che a oggi non esiste una classificazione moderna degli oli vegetali e uno degli scopi dell’Loliettoo è stilare il primo codice di identificazione specie-specifico fondato sulle loro intriseche proprietà chimico-fische. Grazie al team accademico dell’Università Sant’Anna che coinvolge studenti da tutto il mondo appartenenti al corso di dottorato internazionale in agrobiodiversità della Scuola, Lolietto progetta l’intera filiera di produzione e di approvigionamento direttamente in loco basato su un sistema di coltivazione della terra responsabile e sostenibile. Questo approccio così internazionale e scientifico sulle materie vegetali mi ha colpito molto e per la prima volta ho avuto la sensazione di essere di fronte a un progetto globale per preservare la Terra e i suoi meravigliosi frutti. Ho così provato i loro oli che sono perfetti in cucina ma anche per le preparazioni cosmetiche: olio di cartamo, olio di mandorle, olio di sesamo e olio di cocco e ho deciso di fare un balsamo per le labbra, una variante della ricetta Kiss me now (http://www.cosmosplash.it/2014/01/27/kiss-me-now/). Il risultato è stato eccellente, oltre ad avere un gusto buonissimo, ha un profumo speciale che ingolosisce le labbra e il palato! La variante di questa ricetta la trovate di seguito e per gli oli che ho utilizzato potete contattare Loliettoo che potrà inviarvi direttamente a casa i loro prodotti: http://www.loliettoo.it/contatti

Per chi invece desidera sostenere la loro ricerca può farlo con una donazione direttamente da questo link: http://www.loliettoo.it/chisiamo/missione

 

Ricetta per realizzare un lucidalabbra

Ingredienti

25 g  olio di cartamo

25 g olio di vinacciolo

15 g olio di cocco

10 g olio di mandorla

10 g  burro di cacao

20 g di cera d’api (per realizzare la versione Vegan si può sostituire la cera d’api con della cera vegetale come la cera bellina o di mimosa)

25 gg di OE pompelmo rosa

10 gg di OE vaniglia

Cosa occorre

1 pentola bassa per il bagno caldo, 1 ciotola che possa essere del diametro giusto per il bagno maria caldo, 1 frusta, 1 cucchiaino, 1 spatola in silicone, diversi barattolini, 1 bilancia che pesa il grammo, 1 termometro lungo ad alcol o in silicone.

Preparazione

Per questa ricetta non è necessario il frullino ad immersione, potete sciogliere tutto a bagno maria con l’utilizzo della frusta.

Pesate gli oli, il burro di cacao e la cera nella ciotola e mettete a bagno maria dove sciogliete lentamente il composto. Vi ricordo che la temperatura non dovrebbe mai salire oltre i 65° per non distruggere le proprietà degli oli e della cera. Potete fermare la temperatura con un bagno freddo nel lavandino. Una volta sciolta completamente la cera fate raffreddare il composto e quando è tiepido aggiungete gli oli essenziali. Con questa ricetta si preparano circa 115 g di balsamo per le labbra.

Norme igieniche e conservazione

Prima di iniziare pulite bene con alcol le superfici e tutto quello che serve per la preparazione (ciotola, frusta, ecc.). Per questo tipo di preparazione indossate sempre guanti monouso.

Il lucidalabbra si conserva per circa 1 anno se tenuto chiuso e riparato da luce e calore. Una volta aperto dura almeno 3 mesi.

 

Giocare con i capelli

2016 aprile 8
by Paola Lambardi
Dal telefilm 'La famiglia Addams' un ritratto di Cugino It

Nella foto Cugino It da una scena del telefilm La famiglia Addams

Nell’autoproduzione naturale dei cosmetici non è sempre facile riuscire a trovare una formula giusta per lo shampoo che è forse uno dei detergenti più difficili da realizzare. Nelle ricette che ho sperimentato lo shampoo solido è sicuramente uno dei più delicati ma è indicato a chi porta i capelli corti o di media lunghezza. Nella versione liquida, che utilizza la potassa caustica come reagente, si ha lo stesso problema perché essendo molto ricco di glicerina naturale tende ad appesantire i capelli lunghi come i miei!  Per questo motivo sono sempre alla ricerca di prodotti che siano fondamentalmente buoni da tanti punti di vista e la scelta questa volta è caduta su un prodotto che mi ha consigliato mia cugina Silvia che vive in Toscana. Silvia è molto appassionata come me di prodotti ecobio e mi ha suggerito di provare lo shampoo rinforzante prodotto da una giovane azienda italiana: Biofficina Toscana. La cosa davvero interessante è il modo in cui si deve utilizzare lo shampoo che viene venduto molto concentrato e l’invito è quello di diluirlo con acqua o con un idrolato che la stessa azienda propone (lavanda, rosmarino, salvia e cipresso) anche per lenire l’aggressione del detergente sulla cute. La cosa piacevole, oltre alla buona qualità dei prodotti, è scoprire che esiste un’azienda italiana che va in controtendenza e chiede al suo cliente di non consumare troppo il suo prodotto. Un senso di responsabilità civile che infatti è stato subito premiato, ahimè non in Italia, ma in Giappone. Sayonara!

Saponi vintage & Cosmetica tecno!

2016 gennaio 27

pure vintage

Per chi avesse tra le mani l’ultimo numero di D, il femminile di la Repubblica uscito sabato 23 gennaio, potrà trovare un breve articolo nel quale ho raccontato alcuni consigli su come scegliere una buona saponetta, evitando l’estenuante decondifica degli ingredienti. Attraverso i nostri sensi possiamo intuire facilmente alcune caratteristiche del sapone; se per esempio il colore è accentuato e vistoso non sempre è di origine naturale e la stessa cosa vale per il suo profumo, se è troppo forte e persistente spesso è derivato da un processo di sintesi. Non sempre però è così semplice stanare le componenti nocive di un cosmetico, soprattutto quando i prodotti sono confezionati e sigillati. Il problema è stato brillantemente risolto dalla tecnologia e ci vengono in aiuto alcune app che permettono di scoprire le sostanze contenute nei cosmetici. Una delle più diffuse è Biotiful che indica i singoli ingredienti  dei prodotti anche fotografando il codice a barre. Con una scala composta da foglioline che partono dal verde – indicatore positivo delle sostanze – fino al rosso, che evidenziano le sostanze nocive, si vede immediatamente la qualità del cosmetico che state per acquistare. Esistono anche altre app come Cosmetifique e Cosmetici (purtroppo solo per i-Phone) che sono entrambe utili per aiutare i consumatori a scegliere i cosmetici giusti. E per non sbagliare c’è sempre la terza via vintage dell’autoproduzione che continua a essere la migliore e in cima alla classifica.

Il sapone magico del Dr. Bronner

2015 settembre 14
by Paola Lambardi

 

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Avete mai visto un sapone con un’etichetta così zeppa di testo? A ben guardare non sono solo il nome o gli ingredienti a comparire. Ci sono piccole frasi che raccontano la filosofia del suo fondatore, il Dr. Bronner.

Emauel H. Bronner scappò nel 1929 dalla Germania nazista e emigrò negli USA dove iniziò a produrre il suo particolare sapone di Castiglia liquido con una formulazione naturale, totalmente biodegradabile, a base di olio di cocco, oliva, jojoba e canapa e che permette – grazie alla diverse diluizioni – svariati utilizzi. Può essere usato come shampoo per detergere i capelli, come bagnoschiuma per il corpo, come dentifricio e persino per fare il bucato. Questo sapone ‘multifunzionale’ (all in one) diventò particolarmente famoso negli anni ‘60 anche per l’originalità delle sue etichette affollate di frasi e dichiarazioni, meglio definita dal Dr. Bronner come ‘la morale ABC’ che promuove un atteggiamento dichiaratamente ecologista e a sostegno di cause benefiche. Ancora oggi è considerato il sapone più diffuso nel settore dei prodotti naturali e continua a perseguire un modello di sviluppo commerciale alternativo, restando fedele ai principi etici del suo fondatore: lavorare sodo e crescere spiritualmente, trattare bene i propri clienti, trattare i propri dipendenti come una famiglia, essere onesto con i fornitori, trattare la terra come una casa e dare, dare e dare!

Nel 2007 esce anche un film che racconta la sua incredibile storia narrata dalla voce della sua famiglia che ancora oggi porta avanti la sua unica e straordinaria filosofia:
https://www.drbronner.com/our-story/timeline/magic-soapbox/