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Accendete le candele: vacanza ayurvedica!

2014 agosto 12
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Desiderate una vera vacanza per il corpo e per lo spirito? Concedetevi un rilassante  massaggio e vi invito a provare uno dei più piacevoli, quello ayurvedico.

L’antica medicina tradizionale indiana lo arricchisce di molteplici trattamenti che possiamo preparare comodamente a casa, come gli oli da massaggio preparati con erbe, decotti, argille e oli essenziali che migliorano la sensazione di benessere psico-fisica di tutto l’organismo.

Nella medicina ayurvedica, prima di iniziare qualsiasi trattamento, occorre scoprire  la Prakriti, la vostra struttura morfologica e caratteriale per individuare meglio i trattamenti di cui avete maggior bisogno. Vi suggerisco un breve test per aiutarvi ad individuarla: http://www.benessere.com/salute/ayurveda/prakriti.htm

Scoperta la vostra costituzione tra Vata, Pitta o Kapha potete preparate l’olio con le sostanze più in accordo con le vostre necessità e concedervi un meraviglioso massaggio, da fare o ricevere, ricordando che tutti i nostri organi sono riflessi sul palmo delle mani, dei piedi e nelle orecchie. Dedicate una speciale attenzione a questi punti per massaggiare anche gli organi interni.

L’olio privilegiato nelle cure ayurvediche è l’olio di sesamo, considerato uno dei migliori oli vettori cioè che trasporta meglio le proprietà delle piante con cui viene a contatto. L’olio di sesamo (preferibilmente estratto a freddo e di provenienza biologica) è sicuramente ben assorbito da tutti i tipi di pelle, contiene un leggero fattore protettivo anti UVA 4 ed è perfetto per stimolare la circolazione. Tutti i trattamenti ayurvedici utilizzano oli leggermente riscaldati e per invogliarvi in questo viaggio alla scoperta del benessere ecco una ricetta per tutti: una candela da massaggio rinfrescante. Buon viaggio!

Ingredienti

45 gr di burro di cacao

40 gr di burro di karité

10 gr di cera d’api

10 gocce di olio essenziale di mirra

10 gocce di olio essenziale di neroli

20 gocce di olio essenziale di menta

20 gocce di olio essenziale di arancia amara

 

Cosa occorre

1 contenitore a bocca larga (da circa 100 gr.) , 1 stoppino (si acquista nei negozi di hobbistica)

 

Preparazione

Pesate e fate sciogliere a bagnomaria i due tipi di burro e la cera. Una volta sciolto il composto aggiungere gli oli essenziali e travasate nel contenitore dove avete incollato lo stoppino al centro del contenitore facendo attenzione a tenerlo sempre dritto. Per incollare lo stoppino potete aiutarvi con un po’ di cera d’api sciolta mentre per tenerlo dritto potete utilizzare i cartoncini con foro centrale che vengono venduti nei kit per fare le candele. Tagliare lo stoppino in eccesso una volta che il composto sarà solido e chiudete il contenitore per non perdere le proprietà e il profumo degli oli essenziali.

Uso

Accendete la candela e lasciate sciogliere il composto; il punto di fusione di questi ingredienti è intorno ai 40° quindi vicina alla temperatura corporea. La piacevole sensazione di questo olio caldo a contatto con la pelle è perfetta per un massaggio dopo aver fatto sport o per rinfrescare il corpo dopo una giornata estiva.

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Sapone goloso al latte & miele

2014 luglio 6
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by Paola Lambardi

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Questo sapone è forse uno dei più delicati adatto anche alla pelle dei bambini, che ricordo va sempre protetta da agenti troppo aggressivi o da sostanze chimiche non proprio benefiche per la loro pelle morbida e delicata.

Ricco di sostante nutrienti derivate dal latte e straordinariamente emolliente grazie al contenuto di cera d’api e miele, questo sapone ingolosirà tutti i tipi di pelle. Potete provarlo anche con diversi tipi di latte, come il latte di capra o il latte d’asina che è considerato uno dei migliori anche per la pelle. Poppea docet.

 

 

Ingredienti

Olio oliva                           1000 g

Olio di cocco                      800 g

Olio di girasole                   200 g

Soda caustica                     300 g

Latte di mucca*                1120 g

Miele                                   100 g

Con questa ricetta preparate circa 2 kg. di sapone.

* Il latte deve essere precedentemente congelato e prevedete di estrarlo due ore prima dal congelatore per scioglierlo. Questo passaggio caldo/freddo aiuta a spaccare ulteriormente i globuli di grasso e potete lasciare alcune parti ancora congelate che aiuteranno ad abbassare la temperatura quando entra in contatto con la soda.

Cosa occorre

1 pentola da 5 litri in acciaio, 1 pentola da 3 litri in acciaio, 2 cucchiai lunghi di acciaio, 2 termometri ad alcool lunghi, 1 bilancia precisa che misuri il grammo, 1 frullino ad immersione con la gamba staccabile (in acciaio possibilmente) da usare solo per fare il sapone, 1 ciotoline (per i semi di papavero),  1 frusta in acciaio, 1 misuratore in acciaio (per la soda caustica), 1 paletta in silicone, parecchi stracci che assorbano bene il grasso (tipo magliette vecchie), 1 coltello affilato a lama sottile, 1 righello

ATTENZIONE: Non si possono usare pentole di alluminio né cucchiai di legno perché la soda li corrode. Tutta l’attrezzatura in acciaio (ad esclusione del Minipimer) può essere invece lavata e riutilizzata in cucina perché la soda non la intacca.

 

Stampi per il sapone.

Si possono usare tranquillamente gli stampi in silicone per piccoli dolci (da usare solo per il sapone). In alternativa vanno bene i sottovasi per le piante rivestiti in plastica spessa per facilitare l’estrazione e l’isolamento.

Preparazione

Per prima cosa preparate gli stampi: quelli in silicone per dolci, una volta riempiti con il sapone, vanno coperti con pellicola trasparente. Se invece usate dei sottovasi o dei contenitori in plastica rigida foderateli sempre con della pellicola trasparente, lasciando un’abbondanza per avvolgere e coprire completamente lo stampo una volta riempito con il sapone.

Indossate grembiule, guanti di gomma, occhiali di protezione. Pesate la soda (meglio se in granuli) nel misuratore in acciao. Nella pentola da 3 litri misurate il latte.

Nel lavandino preparate un bagno di acqua fredda con ghiaccio dove appoggiate la pentola con il latte con il termometro. A questo punto versate molto lentamente e – CON MOLTA ATTENZIONE – la soda caustica dentro la pentola con il latte. NON FATE MAI IL CONTRARIO. I liquidi a contatto con la soda reagiscono con schizzi ad altissima temperatura. Continuate a versare lentamente la soda nel latte in modo da disperdere il più velocemente possibile il calore. Il latte assumerà un colore giallo paglierino e non dovrebbe diventare più scuro. Nel caso aggiungete altro ghiaccio al bagno freddo.

Misurate gli oli nella pentola da 5 litri. Se non avete un polso sicuro misurate gli oli singolarmente in un’altra pentola e aggiungeteli uno alla volta nella pentola da 5 litri. Mettete gli oli a scaldare (a fuoco basso) con il secondo termometro. Evitate di far salire la temperatura oltre i 35° C per evitare, eventualmente fate un bagno freddo nel lavandino per raffreddarli.

Quando entrambi i composti raggiungono la stessa temperatura, che deve essere compresa tra i 32°-38° C, potete unirli: versate la soda con il latte dentro la pentola con gli oli. A questo punto con il frullino ad immersione iniziate a miscelare il composto e dopo qualche minuto inizierà ad addensarsi come una crema pasticcera. La miscela sprigiona un odore di ammoniaca che andrà via con la stagionatura. Per capire quando il sapone è pronto per essere travasato negli stampi si deve arrivare alla fase del nastro ovvero quando il frullino lascia la sua impronta sul sapone tirandolo fuori a motore spento. A questo punto è pronto per essere versato. Prima però aggiungete i vostri eccipienti cioè il miele che incorporerete nel sapone. Versate nello stampo e lasciatelo  riposare una notte per farlo solidificare. Il giorno dopo è pronto per essere estratto dagli stampi e tagliato.

Norme di conservazione

Il sapone fatto con il metodo a freddo, cioè che sfrutta solo il calore sprigionato dalla soda, và stagionato almeno 1 mese prima dell’uso. Quando lo tagliate o lo maneggiate fatelo sempre con i guanti perché la soda caustica è sempre leggermente attiva. Riponetelo in un luogo asciutto, riparato dal sole e una volta stagionato non ha una data di scadenza.

Norme di sicurezza

Quando preparate il sapone tenete sempre a portata di mano una soluzione di acqua e aceto (3 parti di acqua e 1 di aceto) per lavare la parte colpita dalla soda.  Per gli occhi usate solo abbondante acqua. Tutta l’attrezzatura che viene a contatto con la soda caustica (pentola, termometri, cucchiaio, ecc.) deve essere lavata subito.

 

Per un sorriso…naturale!

2014 giugno 9
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4a5ee30823019664f6dc375b912343cfQuante arcate dentali abbiamo visto nella pubblicità? E in quante strane combinazioni: con fiorellini che spuntano magicamente da labbre sorridenti, tunnel mandibolari in 3D e tutto questo per raccontarci quanto è buono o sano un dentrifricio. Ma per quanto surreale o sognante possa essere la pubblicità questa pasta dentifricia alla fine che cos’è?  Ecco svelato l’arcano. Questa ricetta è per fare un dentifricio in pasta senza fluoro e senza schiumogeni chimici. Buonissimo e delicato, facile da fare e i bambini lo adoreranno.

Gli ingredienti possono essere acquistati in erboristeria o farmacia. Il più sconosciuto è il carbonato di calcio che in realtà si può realizzare facilmente a casa partendo dai gusci delle uova che una volta puliti bene si fanno bollire, si scolano, si toglie la pellicina interna e si fanno essicare. A questo punto si mettono a frullare nel macinino da caffè e si travasa la polvere in un barattolo di vetro. E dopo aver provato questa ricetta potrete salutare con un sorriso naturale tutti i prodotti in commercio…bye bye everybody!

 

Ingredienti

80 gr di carbonato di calcio

70 gr di argilla bianca

12 gr di bicarbonato

40 gr di acqua distillata o idrolato di salvia

55 gr di glicerina vegetale

30 gocce di olio essenziale a piacere (anice, limone, menta)

 

Cosa occorre

1 cucchiaio di legno e 1 contenitore a bocca larga

 

Preparazione

Pesate e miscelate bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere la densitò giusta della pasta dentifricia.

Basilico per tutti i gusti

2014 maggio 18
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by Paola Lambardi

BASILICO BLOG

Arriva l’estate ed è subito mare, sole e sale! Per proteggersi da questi attacchi marini vi consiglio un olio per i capelli al basilico da usare come doposole per rinfrescare e sfiammare il cuoio capelluto e per nutrire e proteggere i nostri capelli dopo una giornata passata al mare. Certo da genovese amo anche il suo uso tradizionale in cucina e sarà proprio per questo eterno amore che suggerisco però di provarlo anche in altre versioni meno canoniche.

Il basilico è una pianta con moltissime varietà. Quella che conosciamo è il cosidetto basilico europeo originario delle regioni tropicali ma diffusamente coltivato in Europa, nell’area del Mediterraneo. In India, invece, viene usato come pianta medicamentosa, in particolare nella tradizione ayurvedica, e viene chiamato tulsi. In generale è utilizzato per curare i disturbi respiratori (asma, bronchite, tosse e raffreddore), è un ottimo antidoto dopo i morsi di insetti o serpenti, stimola la circolazione sanguigna e il sistema digerente e può essere applicato per curare i dolori reumatici, stati di irritazione cutanea e problemi di origine nervosa.

Scoprire tutte queste proprietà ha naturalmente aumentato il mio amore già sconfinato e quindi con spassionato entusiasmo vi suggerisco di provare anche gli altri usi, sono quasi certa non vi deluderanno.

 

Ingredienti

30 gr. olio di jojoba

20 gg di olio essenziale di basilico francese (Ocimum basilicum)

 

Preparazione

Unite in un flacone con tappo spray gli ingredienti e agitate bene per miscelare. Lasciate in macerazione per una settimana in modo da avere tutte le proprietà del basilico trasferite nell’olio.

 

Utilizzo

Applicatelo sui capelli bagnati dopo una giornata passata al sole. Non sciacquate i capelli. Grazie alle proprietà filmiche dell’olio di jojoba è ottimo anche per curare le doppie punte e i capelli trattati.

 

 

 

Maschera illuminante al limone di Amalfi

2014 maggio 3
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Un ingrediente ottimo per schiarire e illuminare la pelle e di facile reperibilità è il limone. Naturalmente meglio cercarlo non trattato e se siete appassionati orticoltori potete prenderlo direttamente dalla vostra pianta. Se volete provare un profumo davvero speciale scegliete il limone di Amalfi, un vero ambasciatore della bellezza naturale, conosciuto ormai in tutto il mondo. La  forma unica e inconfondibile preannuncia, mai come in questo caso, ad un gusto davvero speciale e ad innumerevoli  proprietà curative. Ricco di vitamina C, oli essenziali e terpeni è perfetto per regalare alla nostra pelle una ventata di Mediterraneo piacere.

 

Ingredienti

1/2 limone

1/2 tazza di latte intero o latte di soya per la versione vegan

1/2 tazza di mandorle macinate

3 cucchiai di olio di mandorle

 

Preparazione

Tagliate il limone a cubetti e versatelo nel frullatore insieme al latte e alle mandorle. Frullate bene fino ad ottenere un puré. Versate in una ciotola e aggiungete l’olio di mandorle mescolando bene. Si conserva per una settimana nel frigorifero.

 

Utilizzo

Ogni mattina o sera applicate questa maschera sul viso e sul collo massaggiando bene, facendo attenzione al contorno occhi. Poi lasciate in posa per 5 minuti e risciacquate bene.

 

Crema per il viso stupefacente

2014 aprile 14
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Finalmente ho trovato l’olio di canapa al supermercato bio e ho deciso subito di provarlo per fare una crema da notte per il viso. Dai preziosi semi di canapa (Cannabis Sativa) viene estratto un meraviglioso olio, ottimo per la nostra pelle, ricchissimo di vitamine (A, E, B1, B2, PP, e C) e acidi grassi (omega 3 e omega 6), insomma un perfetto alleato per curare tutti i tipi di irritazione, eritemi o psoriasi. Grazie al facile assorbimento e alla scarsa untuosità, è un perfetto ingrediente per svariati tipi di creme e oli da massaggio. In India la Cannabis Sativa viene considerata una pianta sacra ed è facilmente comprensibile il perchè: tantissimi sono i suoi svariati utilizzi, come combustibile (biodisel) o nella realizzazione di tessuti (grazie all’alta resistenza delle sue fibre), in cucina o nelle cure per la salute, questa pianta merita di entrare finalmente e senza pregiudizi nella top list dei migliori regali di Madre Natura!

Consigliata per le pelli del viso o del collo particolarmente secche che hanno bisogno di essere nutrite profondamente.

 

Ingredienti

55 gr. Olio di vinacciolo

55 gr. Olio di canapa

15  gr. Cera d’api

100 gr. Acqua

1 cucchiaini di vitamina E

50 gg di OE alla lavanda vera

 

 

Cosa occorre

1 frullatore a immersione da usare solo per preparare le creme, 1 pentola bassa per il bagno caldo,  guanti monouso, 1 misuratore, 1 bilancia che pesa il grammo, 1 frusta in silicone o acciaio, 1 spatola in silicone, 1 ciotola grande; 2 termometri da vino lunghi, stracci, 2 ciotoline, coltelli.

 

Preparazione

Nella ciotola pesate gli oli e la cera e metteteli a bagno maria dove sciogliete lentamente il composto. Con il termometro controllate la temperatura che non dovrebbe mai salire oltre i 65° (sempre per non distruggere le proprietà). Potete fermare la temperatura con un bagno freddo nel lavandino. Una volta sciolta completamente la cera fate raffreddare a 35° e a questa temperatura potete iniziare l’emulsione con l’acqua distillata che fate precedentemente bollire e raffreddare fino a 35°. L’acqua deve essere unita negli oli+cera sempre poco alla volta, goccia a goccia. Una volta incorporata tutta l’acqua aggiungete la vitamina E e l’olio essenziale di lavanda. A questo punto la crema è pronta e si può invasettare. Ricordate sempre di apporre un’etichetta con la data di preparazione, il nome e gli ingredienti della crema.

 

Norme igieniche e conservazione

Prima di iniziare pulite bene con alcol le superfici e tutto quello che serve per la preparazione (ciotola, frusta, ecc.). Per questo tipo di preparazione indossate guanti monouso.  Con questa ricetta ottienete circa 15 barattolini da 30 ml.

Sapone con semi di papavero

2014 marzo 6
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by Paola Lambardi

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Oltre ad essere uno dei più bei fiori della terra il papavero porta con sè tantissime storie. Narcotico come il suo potente effetto apre immediatamente lo spazio a immagini e colori: provate a pensare al fiore di papavero disteso nei campi di grano all’inizio dell’estate, un’esperienza incantevole da fare. Potete aiutarvi anche rivedendo il quadro Coquelicots di Claude Monet attualmente esposto al Museo d’Orsay di Parigi. In questo bellissimo quadro l’artista ci regala il ricordo delle passeggiate lungo i campi punteggiati dal rosso ondeggiare dei papaveri al vento. Ma questo potere immaginativo così forte sarà forse perchè il papaver somniferum rimane ad oggi una pianta dalla quale si estraggono morfina e altri stupefacenti? Chissà. Se poi lo osserviamo ancora meglio scopriamo che il papavero ama molto anche la nostra pelle: i suoi semi e l’olio che ne ricaviamo sono il tocco particolare che possiamo aggiungere al nostro sapone per renderlo leggermente esfoliante quindi ottimo per rigenerare le cellule epidermiche ed ottenere un naturale effetto ringiovanente. Osservatelo e provatelo!

 

Ingredienti

Olio oliva                            750 g

Olio di cocco                      500 g

Olio di girasole                   350 g

Soda caustica                      212 g

Acqua distillata*                570 g

Semi di papavero                75 g

Con questa ricetta preparate circa 1,5 kg. di sapone.

* l’acqua può anche essere di fonte o piovana, non del rubinetto perchè non deve contenere il cloro che inibisce la reazione chimica.

Cosa occorre

1 pentola da 5 litri in acciaio, 1 pentola da 3 litri in acciaio, 2 cucchiai lunghi di acciaio, 2 termometri ad alcool lunghi, 1 bilancia precisa che misuri il grammo, 1 frullino ad immersione con la gamba staccabile (in acciaio possibilmente) da usare solo per fare il sapone, 1 ciotoline (per i semi di papavero),  1 frusta in acciaio, 1 misuratore in acciaio (per la soda caustica), 1 paletta in silicone, parecchi stracci che assorbano bene il grasso (tipo magliette vecchie), 1 coltello affilato a lama sottile, 1 righello

ATTENZIONE: Non si possono usare pentole di alluminio né cucchiai di legno perché la soda li corrode. Tutta l’attrezzatura in acciaio (ad esclusione del Minipimer) può essere invece lavata e riutilizzata in cucina perché la soda non la intacca.

 

Stampi per il sapone.

Si possono usare tranquillamente gli stampi in silicone per piccoli dolci (da usare solo per il sapone). In alternativa vanno bene i sottovasi per le piante rivestiti in plastica spessa per facilitare l’estrazione e l’isolamento.

Preparazione

Per prima cosa preparate gli stampi: quelli in silicone per dolci, una volta riempiti con il sapone, vanno coperti con pellicola trasparente. Se invece usate dei sottovasi o dei contenitori in plastica rigida ricordate di foderarli sempre con della pellicola trasparente e lasciate un’abbondanza per poterlo avvolgere una volta riempito con il sapone.

Indossate grembiule, guanti di gomma, occhiali di protezione. Pesate la soda (meglio se in granuli) nel misuratore in acciao. Nella pentola da 3 litri misurate l’acqua. A questo punto versate – CON MOLTA ATTENZIONE –la soda caustica dentro la pentola dell’acqua. NON FATE MAI IL CONTRARIO perché potrebbero arrivare schizzi ad altissima temperatura.

Con il cucchiaio lungo girate l’acqua e la soda facendo attenzione a non respirare i vapori. Mettete un termometro e vedrete che la temperatura sale oltre i 90° C. Lasciate raffreddare in un posto al sicuro fino a 35/40°C che è la temperatura di miscelazione con gli oli.

Mentre lasciate raffreddare la soda con l’acqua potete iniziare a misurare gli oli nella pentola da 5 litri. Se non avete un polso sicuro misurate gli oli singolarmente in un’altra pentola e aggiungeteli uno alla volta nella pentola da 5 litri. Quando la soda è intorno ai 40° C mettete gli oli a scaldare, a fuoco basso, con un termometro. Evitate di far salire la temperatura oltre i 35° C . Eventualmente fate un bagno freddo nel lavandino per raffreddarli.

Quando entrambi i composti raggiungono la stessa temperatura potete unirli: versate la soda con l’acqua dentro la pentola con gli oli. A questo punto con il frullino ad immersione iniziate a miscelare il composto e dopo qualche minuto inizierà ad addensarsi come una crema pasticcera. Per capire quando il sapone è pronto per essere travasato negli stampi si deve arrivare alla fase del nastro ovvero quando il frullino lascia la sua impronta sul sapone tirandolo fuori a motore spento. A questo punto è pronto per essere versato. Prima però aggiungete i vostri eccipienti cioè i semi di papavero che incorporerete nel sapone. Versate nello stampo e coprire con la pellicola trasparente. Mettetelo a riposare una notte per farlo solidificare. Il giorno dopo è pronto per estratto dagli stampi e tagliato.

Norme di conservazione

Il sapone fatto con il metodo a freddo, cioè che sfrutta solo il calore sprigionato dalla soda, và stagionato almeno 1 mese prima dell’uso. Quando lo tagliate e lo maneggiate fatelo sempre con i guanti perché la soda caustica è sempre leggermente attiva. Lo riponete in un luogo asciutto, riparato dal sole e una volta stagionato non ha una data di scadenza.

Norme di sicurezza

Quando preparate il sapone tenere sempre a portata di mano una soluzione di acqua e aceto (3 parti di acqua e 1 di aceto) per lavare la parte colpita dalla soda.  Per gli occhi usare solo abbondante acqua. Tutta l’attrezzatura che viene a contatto con la soda caustica (pentola, termometri, cucchiaio, ecc.) deve essere lavata subito.

Sapone al burro di Karitè

2014 febbraio 7
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by Paola Lambardi

KARITè SOAP

 

 

 

Per nutrire in profondità la pelle non c’è burro migliore del Karitè. Questa pianta, la Vitellaria paradoxa, di origina africana, produce frutti dalle cui noci dai viene estratto il burro di Karitè che ha ottime properietà emollienti e curative, ricco di vitamine A, D, E.

Nella preparazione del sapone il burro di Karitè è un ottimo eccipiente grazie alla percentuale molto alta di insaponificabili quindi preserva una buona parte delle sue proprietà e non viene modificato nella reazione chimica della saponificazione. Le donne del Boussuma lo chiamano l’oro delle donne perchè è una risorsa e una fonte di reddito fondamentale per le comunità rurali dei paesi africani. Il progetto di sostegno di Smom onlus e Maisha Marefu ci racconta come da una pianta possono nascere molti altri frutti per migliorare la vita delle persone soprattutto nei paesi in via di sviluppo:

http://maishamarefu.it/progetti/settori-di-intervento/

 

Ingredienti

Olio oliva                             1500 g

Olio di cocco                       1000 g

Olio di girasole                     500 g

Soda caustica                       437 g

Acqua distillata*                1140 g

Cera d’api                              150 g

Burro di Karitè                     150 g

 

Con questa ricetta preparate circa 3 kg. di sapone.

* l’acqua può anche essere di fonte o piovana, non del rubinetto perchè non deve contenere il cloro che inibisce la reazione chimica.

Cosa occorre

1 pentola da 5 litri in acciaio, 1 pentola da 3 litri in acciaio, 2 cucchiai lunghi di acciaio, 2 termometri ad alcool lunghi, 1 bilancia precisa che misuri il grammo, 1 frullino ad immersione con la gamba staccabile (in acciaio possibilmente) da usare solo per fare il sapone, 2 ciotoline (per il miele e la cera d’api),  1 frusta in acciaio, 1 misuratore in acciaio (per la soda caustica), 1 paletta in silicone, parecchi stracci che assorbano bene il grasso (tipo magliette vecchie), 1 coltello affilato a lama sottile, 1 righello

ATTENZIONE: Non si possono usare pentole di alluminio né cucchiai di legno perché la soda li corrode. Tutta l’attrezzatura in acciaio (ad esclusione del Minipimer) può essere invece lavata e riutilizzata in cucina perché la soda non la intacca.

 

Stampi per il sapone.

Potete usare tranquillamente gli stampi in silicone per piccoli dolci (da usare solo per il sapone). In alternativa vanno bene i sottovasi per le piante oppure vari contenitori di plastica spessa che vanno rivestiti con una pellicola trasparente (un po’ spessa, tipo quella usata dagli imbianchini) per facilitare l’estrazione e l’isolamento.

 

Preparazione

Per prima cosa preparate gli stampi: per quelli in silicone per dolci, una volta riempiti con il sapone, vanno coperti con pellicola trasparente. Se invece usate dei sottovasi o dei contenitori in plastica rigida ricordate di foderarli sempre con della pellicola trasparente e lasciate un’abbondanza per poterlo avvolgere una volta riempito con il sapone.

Indossate grembiule, guanti di gomma, occhiali di protezione. Misurate gli oli nella pentola da 5 litri. Se non avete un polso sicuro misurate gli oli singolarmente in un’altra pentola e aggiungeteli uno alla volta nella pentola da 5 litri. Unite agli oli la cera triturata e mettete sul fuoco (basso) con un termometro. Evitate di far salire la temperatura oltre i 65° per non distruggere le proprietà degli oli e della cera, eventualmente fate un bagno freddo nel lavandino per raffreddare il composto. Pesate la soda (meglio se in granuli) nel misuratore in acciao. Nella pentola da 3 litri misurate l’acqua. A questo punto versate – CON MOLTA ATTENZIONE –la soda caustica dentro la pentola dell’acqua. NON FATE MAI IL CONTRARIO: MAI perché potrebbero arrivare schizzi ad altissima temperatura.

Con il cucchiaio lungo girate l’acqua e la soda facendo attenzione a non respirare i vapori. Mettete un termometro e vedrete che la temperatura sale oltre i 90°. Lasciatela raffreddare in un posto al sicuro fino a 50° che è la temperatura di miscelazione con gli oli. Controllate nel frattempo gli oli e quando entrambi i composti raggiungono i 50° potete unirli: versate la soda con l’acqua dentro la pentola con gli oli. A questo punto con il frullino ad immersione iniziate a miscelare il composto e dopo qualche minuto inizierà ad addensarsi come una crema pasticcera. Per capire quando il sapone è pronto per essere travasato negli stampi si deve arrivare alla fase del nastro ovvero quando il frullino lascia la sua impronta sul sapone tirandolo fuori a motore spento. A questo punto è pronto per essere versato. Prima però aggiungete i vostri eccipienti cioè il burro di Karitè. Versate nello stampo e coprire con la pellicola trasparente. Mettetelo a riposare una notte per farlo solidificare. Il giorno dopo è pronto per essere estratto dagli stampi.

Norme di conservazione

Il sapone fatto con il metodo a freddo, cioè che sfrutta il calore sprigionato dalla soda, và stagionato almeno 1 mese prima dell’uso. Quando lo tagliate e lo maneggiate fatelo sempre con i guanti perché la soda caustica è ancora leggermente attiva. Lo riponete in un luogo asciutto, riparato dal sole e una volta stagionato non ha una data di scadenza, come certi vini migliora invecchiando.

Norme di sicurezza

Quando preparate il sapone tenere sempre a portata di mano una soluzione di acqua e aceto (3 parti di acqua e 1 di aceto) per lavare la parte colpita dalla soda.  Per gli occhi usare solo abbondante acqua. Tutta l’attrezzatura che viene a contatto con la soda caustica (pentola, termometri, cucchiaio, ecc.) deve essere lavata subito.

Kiss me now!

2014 gennaio 27
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by Paola Lambardi

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Questa ricetta è un ottimo balsamo per le labbra, le rende morbide, vellutate, pronte da baciare!

La composizione degli oli è pensata anche per nutrire e proteggere il fragile contorno labbra che con l’andare degli anni tende a fessurarsi con minuscole rughe. Per questa ricetta ho preparato un oleolito di vaniglia che dona un gusto cremoso al nostro lucidalabbra. In questo oleolito ho fatto macerare direttamente le bacche di vaniglia in olio di germe di grano, ricco di vitamina E (tocoferolo) ma potete farlo anche in altri oli stando attenti all’odore marcato che alcuni di essi hanno (per esempio l’olio di oliva).

Per rendere ancora più gustoso il sapore ho usato come olio solido il burro di cacao che potete trovare su internet o dalla vostra pasticceria di fiducia. Personalmente uso quello in versione bio de La Saponaria http://www.lasaponaria.it/prodotti/Burro-di-cacao.html. Per finire potete aggiungere anche una nota fruttata come l’olio essenziale di arancio dolce o  mandarino che renderanno il vostro lucidalabbra ancora più appetitoso. Gustare per credere!

 

Ingredienti

25 g  olio di cartamo

12 g oleolito di vaniglia macerato in olio di germe di grano

12 gr. olio di mandorla

12 gr. olio di germe di mais

12 gr. olio di jojoba

8 g  burro di cacao

17 gr. di cera d’api

14 gg di OE arancio dolce

14 gg di OE vaniglia

 

Cosa occorre

1 pentola bassa per il bagno caldo, 1 ciotola che possa essere del diametro giusto per il bagno maria caldo, 1 frusta, 1 cucchiaino, 1 spatola in silicone, diversi barattolini, 1 bilancia che pesa il grammo, 1 termometro lungo ad alcol o in silicone.

Preparazione

Per questa ricetta non è necessario il frullino ad immersione, potete sciogliere tutto a bagno maria con l’utilizzo della frusta.

Pesate gli oli, il burro di cacao e la cera nella ciotola e mettete a bagno maria dove sciogliete lentamente il composto. Vi ricordo che la temperatura non dovrebbe mai salire oltre i 65° per non distruggere le proprietà degli oli e della cera. Potete fermare la temperatura con un bagno freddo nel lavandino. Una volta sciolta completamente la cera potete fateraffreddare il composto e una volta tiepido aggiungere gli oli essenziale. Versate il lucidalabbra nei barattolini e per aiutarvi in questa operazione potete scaldare il cucchiaino nell’acqua calda per evitare lo sbalzo termico che lo raffredda e ostacola l’invasettamento. Con questa ricetta potete realizzare circa 10 vasetti da 5 ml e 2 da 15 ml.

Norme igieniche e conservazione

Prima di iniziare pulite bene con alcol le superfici e tutto quello che serve per la preparazione (ciotola, frusta, ecc.). Per questo tipo di preparazione indossate sempre guanti monouso.

Il lucidalabbra si conserva per circa 1 anno se tenuto chiuso e riparato da luce e calore. Una volta aperto dura almeno 3 mesi.

 

 

Olio struccante nutriente

2014 gennaio 6
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Per struccare dolcemente gli occhi e nutrire le ciglia consiglio questo unguento a base di olio di ricino che a dispetto della sua fama un po’ infelice è un’ottimo olio nutriente anche per i capelli secchi e sfibrati che viene estratto dai semi della Ricinus communis una pianta proveniente dall’Africa tropicale e che si è diffusa anche in altri continenti. Oggi l’olio viene prodotto principalmente dall’India ma la sua storia risale al periodo egizio: alcuni semi sono stati ritrovati nelle tombe risalenti al 4000 a.C. e l’uso di quest’olio viene anche citato in altre fonti come in Erodoto che lo indica come olio per le lampade e come unguento per il corpo.

Aggiungete dell’olio di vinacciolo e germe di grano per una maggiore conservazione e per diluire la consistenza molto densa dell’olio di ricino. Per aumentare le sue proprietà potete aggiungere qualche goccia di olio essenziale di geranio, una fraganza molto rilassante con un effetto decongestionante.

 

Ingredienti

28 gr olio di vinacciolo

28 gr olio di ricino

1 cucchiaino di olio di germe di grano

5 gg OE di geranio

 

Cosa occorre

1 bottiglino di vetro scuro

 

Preparazione

Miscelate tutti gli ingredienti e usare dopo un paio di giorni. Agitate bene prima dell’uso.

 

Norme igieniche e conservazione

Potete conservare l’olio per almeno 12 mesi.