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La ricerca delle materie prime

2016 giugno 18
Home page della pagina del sito Lolietto

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Quando si passa all’autoproduzione dei cosmetici la prima cosa che s’intuisce è l’importanza delle materie prime. Più garanzie abbiamo dal produttore e dal distributore, come le certificazioni o il suo procedimento di lavorazione, meglio sarà il risultato ma sopratttutto l’effetto benefico per la nostra salute. Come più volte ribadito dai grandi chef, le materie prime sono la base fondamentale per la buona riuscita di un piatto e lo stesso principio vale quando si realizza un cosmetico perchè la pelle lo assorbe e lo assimila nello stesso modo. Questo aspetto non va per niente trascurato perchè spesso il mercato è popolato da attori non sempre attenti e in alcuni casi propensi alla contraffazione. Un caso, ahimè, molto discusso è per esempio quello dell’olio d’oliva extra vergine italiano. In questo articolo, pubblicato sul Fatto Quotidiano, Francesco De Palo ne parla in maniera molto chiara: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/31/olio-doliva-extravergine-o-contraffatto-il-confronto-tra-costi-al-pubblico-e-profitti-per-il-produttore-onesto-o-truffatore/2340589/

Per restare entro certi parametri di qualità è ormai evidente che la conoscenza del produttore e il prezzo sono determinanti nella scelta delle materie prime. Nella mia ricerca ho avuto il piacere d’incontrare una realtà davvero innovativa, creata da una giovane coppia di ricercatori in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e insieme hanno creato Loliettoo, uno spin-off accademico dedicato allo sviluppo di programmi di ricerca per scoprire nuove molecole organiche grazie ad alcune tecnologie avanzate come la risonanza magnetica nucleare (RSN) che aiuta a studiare le matrici vegetali degli oli per scoprire nuove sostanze funzionali. Quando ho incontrato Sara di Benedetto — la fondatrice di questo progetto — mi ha raccontato che a oggi non esiste una classificazione moderna degli oli vegetali e uno degli scopi dell’Loliettoo è stilare il primo codice di identificazione specie-specifico fondato sulle loro intriseche proprietà chimico-fische. Grazie al team accademico dell’Università Sant’Anna che coinvolge studenti da tutto il mondo appartenenti al corso di dottorato internazionale in agrobiodiversità della Scuola, Lolietto progetta l’intera filiera di produzione e di approvigionamento direttamente in loco basato su un sistema di coltivazione della terra responsabile e sostenibile. Questo approccio così internazionale e scientifico sulle materie vegetali mi ha colpito molto e per la prima volta ho avuto la sensazione di essere di fronte a un progetto globale per preservare la Terra e i suoi meravigliosi frutti. Ho così provato i loro oli che sono perfetti in cucina ma anche per le preparazioni cosmetiche: olio di cartamo, olio di mandorle, olio di sesamo e olio di cocco e ho deciso di fare un balsamo per le labbra, una variante della ricetta Kiss me now (http://www.cosmosplash.it/2014/01/27/kiss-me-now/). Il risultato è stato eccellente, oltre ad avere un gusto buonissimo, ha un profumo speciale che ingolosisce le labbra e il palato! La variante di questa ricetta la trovate di seguito e per gli oli che ho utilizzato potete contattare Loliettoo che potrà inviarvi direttamente a casa i loro prodotti: http://www.loliettoo.it/contatti

Per chi invece desidera sostenere la loro ricerca può farlo con una donazione direttamente da questo link: http://www.loliettoo.it/chisiamo/missione

 

Ricetta per realizzare un lucidalabbra

Ingredienti

25 g  olio di cartamo

25 g olio di vinacciolo

15 g olio di cocco

10 g olio di mandorla

10 g  burro di cacao

20 g di cera d’api (per realizzare la versione Vegan si può sostituire la cera d’api con della cera vegetale come la cera bellina o di mimosa)

25 gg di OE pompelmo rosa

10 gg di OE vaniglia

Cosa occorre

1 pentola bassa per il bagno caldo, 1 ciotola che possa essere del diametro giusto per il bagno maria caldo, 1 frusta, 1 cucchiaino, 1 spatola in silicone, diversi barattolini, 1 bilancia che pesa il grammo, 1 termometro lungo ad alcol o in silicone.

Preparazione

Per questa ricetta non è necessario il frullino ad immersione, potete sciogliere tutto a bagno maria con l’utilizzo della frusta.

Pesate gli oli, il burro di cacao e la cera nella ciotola e mettete a bagno maria dove sciogliete lentamente il composto. Vi ricordo che la temperatura non dovrebbe mai salire oltre i 65° per non distruggere le proprietà degli oli e della cera. Potete fermare la temperatura con un bagno freddo nel lavandino. Una volta sciolta completamente la cera fate raffreddare il composto e quando è tiepido aggiungete gli oli essenziali. Con questa ricetta si preparano circa 115 g di balsamo per le labbra.

Norme igieniche e conservazione

Prima di iniziare pulite bene con alcol le superfici e tutto quello che serve per la preparazione (ciotola, frusta, ecc.). Per questo tipo di preparazione indossate sempre guanti monouso.

Il lucidalabbra si conserva per circa 1 anno se tenuto chiuso e riparato da luce e calore. Una volta aperto dura almeno 3 mesi.

 

Giocare con i capelli

2016 aprile 8
by Paola Lambardi
Dal telefilm 'La famiglia Addams' un ritratto di Cugino It

Nella foto Cugino It da una scena del telefilm La famiglia Addams

Nell’autoproduzione naturale dei cosmetici non è sempre facile riuscire a trovare una formula giusta per lo shampoo che è forse uno dei detergenti più difficili da realizzare. Nelle ricette che ho sperimentato lo shampoo solido è sicuramente uno dei più delicati ma è indicato a chi porta i capelli corti o di media lunghezza. Nella versione liquida, che utilizza la potassa caustica come reagente, si ha lo stesso problema perché essendo molto ricco di glicerina naturale tende ad appesantire i capelli lunghi come i miei!  Per questo motivo sono sempre alla ricerca di prodotti che siano fondamentalmente buoni da tanti punti di vista e la scelta questa volta è caduta su un prodotto che mi ha consigliato mia cugina Silvia che vive in Toscana. Silvia è molto appassionata come me di prodotti ecobio e mi ha suggerito di provare lo shampoo rinforzante prodotto da una giovane azienda italiana: Biofficina Toscana. La cosa davvero interessante è il modo in cui si deve utilizzare lo shampoo che viene venduto molto concentrato e l’invito è quello di diluirlo con acqua o con un idrolato che la stessa azienda propone (lavanda, rosmarino, salvia e cipresso) anche per lenire l’aggressione del detergente sulla cute. La cosa piacevole, oltre alla buona qualità dei prodotti, è scoprire che esiste un’azienda italiana che va in controtendenza e chiede al suo cliente di non consumare troppo il suo prodotto. Un senso di responsabilità civile che infatti è stato subito premiato, ahimè non in Italia, ma in Giappone. Sayonara!

Saponi vintage & Cosmetica tecno!

2016 gennaio 27

pure vintage

Per chi avesse tra le mani l’ultimo numero di D, il femminile di la Repubblica uscito sabato 23 gennaio, potrà trovare un breve articolo nel quale ho raccontato alcuni consigli su come scegliere una buona saponetta, evitando l’estenuante decondifica degli ingredienti. Attraverso i nostri sensi possiamo intuire facilmente alcune caratteristiche del sapone; se per esempio il colore è accentuato e vistoso non sempre è di origine naturale e la stessa cosa vale per il suo profumo, se è troppo forte e persistente spesso è derivato da un processo di sintesi. Non sempre però è così semplice stanare le componenti nocive di un cosmetico, soprattutto quando i prodotti sono confezionati e sigillati. Il problema è stato brillantemente risolto dalla tecnologia e ci vengono in aiuto alcune app che permettono di scoprire le sostanze contenute nei cosmetici. Una delle più diffuse è Biotiful che indica i singoli ingredienti  dei prodotti anche fotografando il codice a barre. Con una scala composta da foglioline che partono dal verde – indicatore positivo delle sostanze – fino al rosso, che evidenziano le sostanze nocive, si vede immediatamente la qualità del cosmetico che state per acquistare. Esistono anche altre app come Cosmetifique e Cosmetici (purtroppo solo per i-Phone) che sono entrambe utili per aiutare i consumatori a scegliere i cosmetici giusti. E per non sbagliare c’è sempre la terza via vintage dell’autoproduzione che continua a essere la migliore e in cima alla classifica.

Il sapone magico del Dr. Bronner

2015 settembre 14
by Paola Lambardi

 

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Avete mai visto un sapone con un’etichetta così zeppa di testo? A ben guardare non sono solo il nome o gli ingredienti a comparire. Ci sono piccole frasi che raccontano la filosofia del suo fondatore, il Dr. Bronner.

Emauel H. Bronner scappò nel 1929 dalla Germania nazista e emigrò negli USA dove iniziò a produrre il suo particolare sapone di Castiglia liquido con una formulazione naturale, totalmente biodegradabile, a base di olio di cocco, oliva, jojoba e canapa e che permette – grazie alla diverse diluizioni – svariati utilizzi. Può essere usato come shampoo per detergere i capelli, come bagnoschiuma per il corpo, come dentifricio e persino per fare il bucato. Questo sapone ‘multifunzionale’ (all in one) diventò particolarmente famoso negli anni ‘60 anche per l’originalità delle sue etichette affollate di frasi e dichiarazioni, meglio definita dal Dr. Bronner come ‘la morale ABC’ che promuove un atteggiamento dichiaratamente ecologista e a sostegno di cause benefiche. Ancora oggi è considerato il sapone più diffuso nel settore dei prodotti naturali e continua a perseguire un modello di sviluppo commerciale alternativo, restando fedele ai principi etici del suo fondatore: lavorare sodo e crescere spiritualmente, trattare bene i propri clienti, trattare i propri dipendenti come una famiglia, essere onesto con i fornitori, trattare la terra come una casa e dare, dare e dare!

Nel 2007 esce anche un film che racconta la sua incredibile storia narrata dalla voce della sua famiglia che ancora oggi porta avanti la sua unica e straordinaria filosofia:
https://www.drbronner.com/our-story/timeline/magic-soapbox/

Baciamo le mani

2015 giugno 11

giò ponti_mani richard ginoriLe mani sono preziose come un gioiello e occorre curarle, proteggerle e amarle per tutto quello che ci permettono di fare e di sentire. La pelle delle mani è delicata e molto esposta agli agenti atmosferici  come quella del viso e del collo, spesso sottoposta a stress, arrosamenti e screpolature e quindi ho deciso che questa ricetta è un omaggio speciale per rendere le nostre mani sempre belle, morbide e pronte per essere baciate!

In questa crema per le mani abbiamo una combinazione meravigliosa di oli come l’olio di oliva extra vergine che ammorbidisce e nutre la pelle oltre ad essere un olio molto stabile, l’olio di girasole ricco di vitamina E, il burro di karité perfetto per aiutare a nutrire e lenire le screpolature.

Ph. Archivio Gio Ponti

 

Ingredienti

75 gr. Olio di oliva extra vergine

50 gr. Olio di germe di mais

50 gr. Olio di girasole

25 gr. Olio di cocco

20 gr. Burro di karité

 

30  gr. Cera d’api

170 gr. Acqua

20 gr.  Glicerina vegetale

50 gg di OE alla lavanda

 

Cosa occorre

1 frullatore a immersione da usare solo per preparare le creme, 1 pentola bassa per il bagno caldo,  guanti monouso, 1 misuratore, 1 bilancia che pesa il grammo, 1 frusta in silicone o acciaio, 1 spatola in silicone, 1 ciotola grande; 2 termometri da vino lunghi, stracci, 2 ciotoline, coltelli.

 

Preparazione

Nella ciotola pesate gli oli e la cera e mettete a bagno maria dove sciogliete lentamente il composto. Con il termometro controllate la temperatura che non dovrebbe mai salire oltre i 65° (per non distruggere le proprietà). Potete fermare la temperatura con un bagno freddo nel lavandino. Una volta sciolta completamente la cera fate raffreddare a 35° e a questa temperatura potete iniziare l’emulsione con l’acqua distillata che fate precedentemente bollire e che miscelate con la glicerina vegetale. L’acqua con la glicerina devono essere unita negli oli + cera sempre poco alla volta, goccia a goccia. Una volta incorporata tutta l’acqua aggiungere la vitamina E e l’olio essenziale di lavanda e a questo punto si può invasettare. Ricordate sempre di apporre un’etichetta con la data di preparazione, il nome e gli ingredienti della crema.

 

Norme igieniche e conservazione

Prima di iniziare pulite bene con alcol le superfici e tutto quello che serve per la preparazione (ciotola, frusta, ecc.). Per questo tipo di preparazione indossate sempre guanti monouso.  Con questa ricetta ottenete circa 9 barattolini da 30 ml.

 

Scrub con zucchero & miele per il corpo

2014 settembre 25
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by Paola Lambardi

zucchero canna

 

Normalmente la pelle elimina le cellule morte e le rinnova dopo circa un mese. Con il tempo e con l’invecchiamento cutaneo questo processo rallenta e quindi suggerisco di aiutare l’esfoliazione con questo semplice scrub da tenere a portata di mano vicino alla doccia o alla vasca. Bagnate la pelle e iniziate un massaggio circolare su tutto il corpo, sempre dall’alto verso il basso in direzione del cuore, facendo attenzione alle parti delicate. Con questo dolce trattamento stimolerete la circolazione e avrete una pelle morbida e nutrita grazie all’olio d’oliva e al miele che sono due perfetti alleati per una pelle sana e luminosa.

Ingredienti

2 tazze di zucchero di canna

1/2 tazza di olio d’oliva (extra vergine è ancora meglio)

1/3 di tazza di miele preferibilmente d’acacia

 

Preparazione

Mettete tutti gli ingredienti in una barattolo con bocca larga e mescolate bene. Con questa dose si possono fare circa 3 trattamenti ed è adatto a tutti i tipi di pelle.

Scrub delicato per il viso

2014 settembre 25
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by Paola Lambardi

farina-avena

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei metodi più semplici ed efficaci per rigenerare e purificare la pelle del viso è fare un leggero scrub almeno una volta alla settimana. Con questa semplice ricetta che prevede l’utilizzo della farina d’avena, particolarmente indicata per chi ha la pelle delicata e sensibile, aiutiamo a rimuovere dolcemente le cellule morte e a rigenerare la pelle. Per chi soffre di infiammazioni cutanee come acne, rosacee, eczemi, la farina d’avena è anche un’ottima alternativa al sapone e aiuta a purificare e pulire la pelle e a curarla grazie alle sue proprietà lenitive ed emollienti. Oltre a questi utilizzi questa ricetta può essere anche utilizzata come maschera purificante. Fate in modo di aprire sempre i pori della pelle con un asciugamano bagnato caldo sul viso e dopo qualche minuto potete iniziare a stendere la maschera sul viso e lasciarla agire per circa 15/20 minuti. Risciacquate con abbondante acqua tiepida e asciugate la pelle tamponando con un asciugamano pulito e asciutto.

 

Ingredienti

2 cucchiai di farina d’avena integrale bio

1 cucchiaino di miele d’acacia

Acqua distillata* q.b. per sciogliere gli ingredienti

 

Preparazione

In una ciotolina mescolate tutti gli ingredienti fino ad ottenere una crema liscia. Questa ricetta si prepara al momento e non si conserva.

 

Utilizzo

Una volta alla settimana o quando lo ritenete necessario applicate questa maschera sul viso e sul collo massaggiando bene e facendo attenzione al contorno occhi. Lasciate in posa per 5 minuti e risciacquate bene con acqua tiepida.

 

Accendete le candele: vacanza ayurvedica!

2014 agosto 12
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Desiderate una vera vacanza per il corpo e per lo spirito? Provate un’alternativa sedentaria e concedetevi un rilassante  massaggio e l’invito è quello di provare uno dei più piacevoli,quello ayurvedico.

L’antica medicina tradizionale indiana lo arricchisce di molteplici trattamenti che possiamo preparare comodamente a casa, come gli oli da massaggio preparati con erbe, decotti, argille e oli essenziali che migliorano la sensazione di benessere psico-fisica di tutto l’organismo.

Nella medicina ayurvedica, prima di iniziare qualsiasi trattamento, occorre scoprire  la Prakriti, la vostra struttura morfologica e caratteriale per individuare meglio i trattamenti di cui avete maggior bisogno. Vi suggerisco un breve test per aiutarvi ad individuarla: http://www.benessere.com/salute/ayurveda/prakriti.htm

Scoperta la vostra costituzione tra Vata, Pitta o Kapha potete preparate l’olio con le sostanze più in accordo con le vostre necessità e concedervi un meraviglioso massaggio, da fare o ricevere, ricordando che tutti i nostri organi sono riflessi sul palmo delle mani, dei piedi e nelle orecchie. Dedicate una speciale attenzione a questi punti per massaggiare anche gli organi interni.

L’olio privilegiato nelle cure ayurvediche è l’olio di sesamo, considerato uno dei migliori oli vettori cioè che trasporta meglio le proprietà delle piante con cui viene a contatto. L’olio di sesamo (preferibilmente estratto a freddo e di provenienza biologica) è sicuramente ben assorbito da tutti i tipi di pelle, contiene un leggero fattore protettivo anti UVA 4 ed è perfetto per stimolare la circolazione. Tutti i trattamenti ayurvedici utilizzano oli leggermente riscaldati e per invogliarvi in questo viaggio alla scoperta del benessere ecco una ricetta per tutti: una candela da massaggio rinfrescante. Buon viaggio!

Ingredienti

45 gr di burro di cacao

40 gr di burro di karité

10 gr di cera d’api

10 gocce di olio essenziale di mirra

10 gocce di olio essenziale di neroli

20 gocce di olio essenziale di menta

20 gocce di olio essenziale di arancia amara

 

Cosa occorre

1 contenitore a bocca larga (da circa 100 gr.) , 1 stoppino (si acquista nei negozi di hobbistica)

 

Preparazione

Pesate e fate sciogliere a bagnomaria i due tipi di burro e la cera. Una volta sciolto il composto aggiungere gli oli essenziali e travasate nel contenitore dove avete incollato lo stoppino al centro del contenitore facendo attenzione a tenerlo sempre dritto. Per incollare lo stoppino potete aiutarvi con un po’ di cera d’api sciolta mentre per tenerlo dritto potete utilizzare i cartoncini con foro centrale che vengono venduti nei kit per fare le candele. Tagliare lo stoppino in eccesso una volta che il composto sarà solido e chiudete il contenitore per non perdere le proprietà e il profumo degli oli essenziali.

Uso

Accendete la candela e lasciate sciogliere il composto; il punto di fusione di questi ingredienti è intorno ai 40° quindi vicina alla temperatura corporea. La piacevole sensazione di questo olio caldo a contatto con la pelle è perfetta per un massaggio dopo aver fatto sport o per rinfrescare il corpo dopo una giornata estiva.

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Sapone goloso al latte & miele

2014 luglio 6
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by Paola Lambardi

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Questo sapone è forse uno dei più delicati adatto anche alla pelle dei bambini, che ricordo va sempre protetta da agenti troppo aggressivi o da sostanze chimiche non proprio benefiche per la loro pelle morbida e delicata.

Ricco di sostante nutrienti derivate dal latte e straordinariamente emolliente grazie al contenuto di cera d’api e miele, questo sapone ingolosirà tutti i tipi di pelle. Potete provarlo anche con diversi tipi di latte, come il latte di capra o il latte d’asina che è considerato uno dei migliori anche per la pelle. Poppea docet.

 

Ingredienti

Olio oliva                           1000 g

Olio di cocco                      800 g

Olio di girasole                   200 g

Cera d’api                             100 g

Soda caustica                     300 g

Latte di mucca*                1120 g

Miele                                   100 g

Con questa ricetta preparate circa 2 kg. di sapone.

* Il latte deve essere precedentemente congelato e prevedete di estrarlo due ore prima dal congelatore per scioglierlo. Questo passaggio caldo/freddo aiuta a spaccare ulteriormente i globuli di grasso e potete lasciare alcune parti ancora congelate che aiuteranno ad abbassare la temperatura quando entra in contatto con la soda.

Cosa occorre

1 pentola da 5 litri in acciaio, 1 pentola da 3 litri in acciaio, 2 cucchiai lunghi di acciaio, 2 termometri ad alcool lunghi, 1 bilancia precisa che misuri il grammo, 1 frullino ad immersione con la gamba staccabile (in acciaio possibilmente) da usare solo per fare il sapone, 1 ciotolina,  1 frusta in acciaio, 1 misuratore in acciaio (per la soda caustica), 1 paletta in silicone, parecchi stracci che assorbano bene il grasso (tipo magliette vecchie), 1 coltello affilato a lama sottile, 1 righello

ATTENZIONE: Non si possono usare pentole di alluminio né cucchiai di legno perché la soda li corrode. Tutta l’attrezzatura in acciaio (ad esclusione del Minipimer) può essere invece lavata e riutilizzata in cucina perché la soda non la intacca.

 

Stampi per il sapone.

Si possono usare tranquillamente gli stampi in silicone per piccoli dolci (da usare solo per il sapone). In alternativa vanno bene i sottovasi per le piante rivestiti in plastica spessa per facilitare l’estrazione e l’isolamento.

Preparazione

Per prima cosa preparate gli stampi: quelli in silicone per dolci, una volta riempiti con il sapone, vanno coperti con pellicola trasparente. Se invece usate dei sottovasi o dei contenitori in plastica rigida foderateli sempre con della pellicola trasparente, lasciando un’abbondanza per avvolgere e coprire completamente lo stampo una volta riempito con il sapone.

Indossate grembiule, guanti di gomma, occhiali di protezione. Pesate la soda (meglio se in granuli) nel misuratore in acciao. Nella pentola da 3 litri misurate il latte.

Nel lavandino preparate un bagno di acqua fredda con ghiaccio dove appoggiate la pentola con il latte e inserite il termometro. A questo punto versate molto lentamente e – CON MOLTA ATTENZIONE – la soda caustica dentro la pentola con il latte. NON FATE MAI IL CONTRARIO. I liquidi a contatto con la soda reagiscono con schizzi ad altissima temperatura. Continuate a versare lentamente la soda nel latte in modo da disperdere il più velocemente possibile il calore. Il latte assumerà un colore giallo paglierino e non dovrebbe diventare più scuro. Nel caso aggiungete altro ghiaccio al bagno freddo.

Misurate gli oli nella pentola da 5 litri. Se non avete un polso sicuro misurate gli oli singolarmente in un’altra pentola e aggiungeteli uno alla volta nella pentola da 5 litri. Aggiungete la cera d’api e mettete gli oli a scaldare (a fuoco basso) con il secondo termometro. Evitate di far salire la temperatura oltre i 38° C eventualmente fate un bagno freddo nel lavandino per raffreddarli.

Quando entrambi i composti raggiungono la stessa temperatura, che deve essere compresa tra i 32°-38° C, potete unirli: versate la soda con il latte dentro la pentola con gli oli. A questo punto con il frullino ad immersione iniziate a miscelare il composto e dopo qualche minuto inizierà ad addensarsi come una crema pasticcera. La miscela sprigiona un odore di ammoniaca che andrà via con la stagionatura. Per capire quando il sapone è pronto per essere travasato negli stampi si deve arrivare alla fase del nastro ovvero quando il frullino lascia la sua impronta sul sapone tirandolo fuori a motore spento. A questo punto è pronto per essere versato. Prima però aggiungete i vostri eccipienti cioè il miele che incorporerete nel sapone. Versate nello stampo e lasciatelo  riposare una notte per farlo solidificare. Il giorno dopo è pronto per essere estratto dagli stampi e tagliato.

Norme di conservazione

Il sapone fatto con il metodo a freddo, cioè che sfrutta solo il calore sprigionato dalla soda, và stagionato almeno 1 mese prima dell’uso. Quando lo tagliate o lo maneggiate fatelo sempre con i guanti perché la soda caustica è sempre leggermente attiva. Riponetelo in un luogo asciutto, riparato dal sole e una volta stagionato non ha una data di scadenza.

Norme di sicurezza

Quando preparate il sapone tenete sempre a portata di mano una soluzione di acqua e aceto (3 parti di acqua e 1 di aceto) per lavare la parte colpita dalla soda.  Per gli occhi usate solo abbondante acqua. Tutta l’attrezzatura che viene a contatto con la soda caustica (pentola, termometri, cucchiaio, ecc.) deve essere lavata subito.

 

Per un sorriso…naturale!

2014 giugno 9
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4a5ee30823019664f6dc375b912343cfQuante arcate dentali abbiamo visto nella pubblicità? E in quante strane combinazioni: con fiorellini che spuntano magicamente da labbre sorridenti, tunnel mandibolari in 3D e tutto questo per raccontarci quanto è buono o sano un dentrifricio. Ma per quanto surreale o sognante possa essere la pubblicità questa pasta dentifricia alla fine che cos’è?  Ecco svelato l’arcano. Questa ricetta è per fare un dentifricio in pasta senza fluoro e senza schiumogeni chimici. Buonissimo e delicato, facile da fare e i bambini lo adoreranno.

Gli ingredienti possono essere acquistati in erboristeria o farmacia. Il più sconosciuto è il carbonato di calcio che in realtà si può realizzare facilmente a casa partendo dai gusci delle uova che una volta puliti bene si fanno bollire, si scolano, si toglie la pellicina interna e si fanno essicare. A questo punto si mettono a frullare nel macinino da caffè e si travasa la polvere in un barattolo di vetro. E dopo aver provato questa ricetta potrete salutare con un sorriso naturale tutti i prodotti in commercio…bye bye everybody!

 

Ingredienti

80 gr di carbonato di calcio

70 gr di argilla bianca

12 gr di bicarbonato

40 gr di acqua distillata o idrolato di salvia

55 gr di glicerina vegetale

30 gocce di olio essenziale a piacere (anice, limone, menta)

 

Cosa occorre

1 cucchiaio di legno e 1 contenitore a bocca larga

 

Preparazione

Pesate e miscelate bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere la densitò giusta della pasta dentifricia.