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Crema per il viso stupefacente

2014 aprile 14
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Finalmente ho trovato l’olio di canapa al supermercato bio e ho deciso subito di provarlo per fare una crema da notte per il viso. Dai preziosi semi di canapa (Cannabis Sativa) viene estratto un meraviglioso olio, ottimo per la nostra pelle, ricchissimo di vitamine (vitamina A, E, B1, B2, PP, e C) e acidi grassi (omega 3 e omega 6), insomma un perfetto alleato per curare tutti i tipi di irritazione, eritemi o psoriasi. Grazie al facile assorbimento e alla scarsa untuosità è un perfetto ingrediente per svariati tipi di creme e oli da massaggio. In India la Cannabis Sativa viene considerata una pianta sacra ed è facilmente comprensibile il perchè: i suoi svariati utilizzi, come combustibile (biodisel) o nella realizzazione di tessuti (grazie all’alta resistenza delle sue fibre), in cucina o nelle svariate cure per la salute, questa pianta merita di entrare finalmente e senza pregiudizi nella top list dei migliori regali di Madre Natura!

Consigliata per le pelli del viso o del collo particolarmente secche che hanno bisogno di essere nutrite profonodamente.

 

Ingredienti

55 gr. Olio di vinacciolo

55 gr. Olio di canapa

15  gr. Cera d’api

100 gr. Acqua

1 cucchiaini di vitamina E

50 gg di OE alla lavanda vera

 

 

Cosa occorre

1 frullatore a immersione da usare solo per preparare le creme, 1 pentola bassa per il bagno caldo,  guanti monouso, 1 misuratore, 1 bilancia che pesa il grammo, 1 frusta in silicone o acciaio, 1 spatola in silicone, 1 ciotola grande; 2 termometri da vino lunghi, stracci, 2 ciotoline, coltelli.

 

Preparazione

Nella ciotola pesa gli oli e la cera e metti a bagno maria dove sciogli lentamente il composto. Con il termometro controlli la temperatura che non dovrebbe mai salire oltre i 65° (sempre per non distruggere le proprietà). Puoi fermare la temperatura con un bagno freddo nel lavandino. Una volta sciolta completamente la cera fai raffreddare a 35° e a questa temperatura puoi iniziare l’emulsione con l’acqua distillata che fai precedentemente bollire e raffreddare. L’acqua deve essere unita negli oli+cera sempre poco alla volta, goccia a goccia. Una volta incorporata tutta l’acqua aggiungere la vitamina E e l’olio essenziale di lavanda e si può invasettare. Ricorda sempre di apporre un’etichetta con la data di preparazione, il nome e gli ingredienti della crema.

 

Norme igieniche e conservazione

Prima di iniziare pulire bene con alcol le superfici e tutto quello che serve per la preparazione (ciotola, frusta, ecc.). Per questo tipo di preparazione indossare guanti monouso.  Con questa ricetta ottieni circa 15 barattolini da 30 ml.

Sapone con semi di papavero

2014 marzo 6
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by Paola Lambardi

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Oltre ad essere uno dei più bei fiori della terra il papavero porta con sè tantissime storie. Narcotico come il suo potente effetto apre immediatamente lo spazio a immagini e colori: provate a pensare al fiore di papavero disteso nei campi di grano all’inizio dell’estate, un’esperienza incantevole da fare. Potete aiutarvi anche rivedendo il quadro Coquelicots di Claude Monet attualmente esposto al Museo d’Orsay di Parigi. In questo bellissimo quadro l’artista ci regala il ricordo delle passeggiate lungo i campi punteggiati dal rosso ondeggiare dei papaveri al vento. Ma questo potere immaginativo così forte sarà forse perchè il papaver somniferum rimane ad oggi una pianta dalla quale si estraggono morfina e altri stupefacenti? Chissà. Se poi lo osserviamo ancora meglio scopriamo che il papavero ama molto anche la nostra pelle: i suoi semi e l’olio che ne ricaviamo sono il tocco particolare che possiamo aggiungere al nostro sapone per renderlo leggermente esfoliante quindi ottimo per rigenerare le cellule epidermiche ed ottenere un naturale effetto ringiovanente. Osservatelo e provatelo!

 

Ingredienti

Olio oliva                            750 g

Olio di cocco                      500 g

Olio di girasole                   350 g

Soda caustica                      212 g

Acqua distillata*                570 g

Semi di papavero                75 g

Con questa ricetta preparate circa 1,5 kg. di sapone.

* l’acqua può anche essere di fonte o piovana, non del rubinetto perchè non deve contenere il cloro che inibisce la reazione chimica.

Cosa occorre

1 pentola da 5 litri in acciaio, 1 pentola da 3 litri in acciaio, 2 cucchiai lunghi di acciaio, 2 termometri ad alcool lunghi, 1 bilancia precisa che misuri il grammo, 1 frullino ad immersione con la gamba staccabile (in acciaio possibilmente) da usare solo per fare il sapone, 1 ciotoline (per i semi di papavero),  1 frusta in acciaio, 1 misuratore in acciaio (per la soda caustica), 1 paletta in silicone, parecchi stracci che assorbano bene il grasso (tipo magliette vecchie), 1 coltello affilato a lama sottile, 1 righello

ATTENZIONE: Non si possono usare pentole di alluminio né cucchiai di legno perché la soda li corrode. Tutta l’attrezzatura in acciaio (ad esclusione del Minipimer) può essere invece lavata e riutilizzata in cucina perché la soda non la intacca.

 

Stampi per il sapone.

Si possono usare tranquillamente gli stampi in silicone per piccoli dolci (da usare solo per il sapone). In alternativa vanno bene i sottovasi per le piante rivestiti in plastica spessa per facilitare l’estrazione e l’isolamento.

Preparazione

Per prima cosa preparare gli stampi: per quelli in silicone per dolci, una volta riempiti con il sapone, vanno coperti con pellicola trasparente che tagli e prepari in questa fase. Se invece usi dei sottovasi o dei contenitori in plastica rigida ricorda di foderarli sempre con della pellicola trasparente e lasciate un’abbondanza per poterlo avvolgerli una volta che li avete riempiti con il sapone.

Indossate grembiule, guanti di gomma, occhiali di protezione. Pesate la soda (meglio se in granuli) nel misuratore in acciao. Nella pentola da 3 litri misurate l’acqua. A questo punto versate – CON MOLTA ATTENZIONE –la soda caustica dentro la pentola dell’acqua. NON FATE MAI IL CONTRARIO: MAI l’acqua nella soda perché potrebbero arrivare schizzi ad altissima temperatura.

Con il cucchiaio lungo girate l’acqua e la soda facendo attenzione a non respirare i vapori. Mettete un termometro e vedrete che la temperatura sale oltre i 90° C. Lasciatela raffreddare in un posto al sicuro fino a 35/40°C che è la temperatura di miscelazione con gli oli.

Mentre lasciate raffreddare la soda con l’acqua potete iniziare a misurare gli oli nella pentola da 5 litri. Se non avete un polso sicuro misurate gli oli singolarmente in un’altra pentola e aggiungeteli uno alla volta nella pentola da 5 litri. Quando la soda è intorno ai 40° C mettere gli oli a scaldare (a fuoco basso) con un termometro. Evitate di far salire la temperatura oltre i 35° C per evitare, eventualmente fate un bagno freddo nel lavandino per raffreddarli.

Quando entrambi i composti raggiungono la stessa temperatura potete unirli: versate la soda con l’acqua dentro la pentola con gli oli. A questo punto con il frullino ad immersione iniziate a miscelare il composto e dopo qualche minuto inizierà ad addensarsi come una crema pasticcera. Per capire quando il sapone è pronto per essere travasato negli stampi si deve arrivare alla fase del ‘nastro’ ovvero quando il frullino lascia la sua impronta sul sapone (tirandolo fuori a motore spento). A questo punto è pronto per essere versato. Prima però aggiungete i vostri eccipienti cioè i semi di papavero che incorporerete nel sapone (vi potete aiutare con il cucchiaio o con la frusta). Versate nello stampo e coprire con la pellicola trasparente. Mettetelo a riposare una notte per farlo solidificare. Il giorno dopo è pronto per estratto dagli stampi e tagliato.

Norme di conservazione

Il sapone fatto con il metodo a freddo, cioè che sfrutta solo il calore sprigionato dalla soda, và stagionato almeno 1 mese prima dell’uso. Quando lo tagliate e lo maneggiate fatelo sempre con i guanti perché la soda caustica è sempre leggermente attiva. Lo riponete in un luogo asciutto, riparato dal sole e una volta stagionato non ha una data di scadenza.

Norme di sicurezza

Quando preparate il sapone tenere sempre a portata di mano una soluzione di acqua e aceto (3 parti di acqua e 1 di aceto) per lavare la parte colpita dalla soda.  Per gli occhi usare solo abbondante acqua. Tutta l’attrezzatura che viene a contatto con la soda caustica (pentola, termometri, cucchiaio, ecc.) deve essere lavata subito.

Sapone al burro di Karitè

2014 febbraio 7
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by Paola Lambardi

KARITè SOAP

 

 

 

Per nutrire in profondità la pelle non c’è burro migliore del Karitè. Questa pianta, la Vitellaria paradoxa, di origina africana, produce frutti dalle cui noci dai viene estratto il burro che ha ottime properietà emollienti e curative, ricco di vitamine A, D, E.

Utilizzato in cucina e nella cosmetica è un ottimo eccipiente nel nostro sapone grazie alla percentuale più alta di insaponificabili. Le donne del Boussuma lo chiamano l’oro delle donne perchè è una risorsa e una fonte di reddito fondamentale per le comunità rurali dei paesi africani. Il progetto di sostegno di Smom onlus e Maisha Marefu ci racconta come da una pianta possono nascere molti altri frutti per migliorare la vita delle persone soprattutto nei paesi in via di sviluppo:

http://maishamarefu.it/progetti/settori-di-intervento/

 

Ingredienti

Olio oliva                             1500 g

Olio di cocco                       1000 g

Olio di girasole                     500 g

Soda caustica                       437 g

Acqua distillata*                1140 g

Cera d’api                              150 g

Burro di Karitè                     150 g

 

Con questa ricetta preparate circa 3 kg. di sapone.

* l’acqua può anche essere di fonte o piovana, non del rubinetto perchè non deve contenere il cloro che inibisce la reazione chimica.

Cosa occorre

1 pentola da 5 litri in acciaio, 1 pentola da 3 litri in acciaio, 2 cucchiai lunghi di acciaio, 2 termometri ad alcool lunghi, 1 bilancia precisa che misuri il grammo, 1 frullino ad immersione con la gamba staccabile (in acciaio possibilmente) da usare solo per fare il sapone, 2 ciotoline (per il miele e la cera d’api),  1 frusta in acciaio, 1 misuratore in acciaio (per la soda caustica), 1 paletta in silicone, parecchi stracci che assorbano bene il grasso (tipo magliette vecchie), 1 coltello affilato a lama sottile, 1 righello

ATTENZIONE: Non si possono usare pentole di alluminio né cucchiai di legno perché la soda li corrode. Tutta l’attrezzatura in acciaio (ad esclusione del Minipimer) può essere invece lavata e riutilizzata in cucina perché la soda non la intacca.

 

Stampi per il sapone.

Puoi usare tranquillamente gli stampi in silicone per piccoli dolci (usali solo per il sapone). In alternativa vanno bene i sottovasi per le piante oppure vari contenitori di plastica spessa che vanno rivestiti con una pellicola trasparente (un po’ spessa, tipo quella usata dagli imbianchini) per facilitare l’estrazione e l’isolamento.

 

Preparazione

Per prima cosa preparare gli stampi: per quelli in silicone per dolci, una volta riempiti con il sapone, vanno coperti con pellicola trasparente che tagli e prepari in questa fase. Se invece usi dei sottovasi o dei contenitori in plastica rigida ricorda di foderarli sempre con della pellicola trasparente e lasciate un’abbondanza per poterlo avvolgerli una volta che li avete riempiti con il sapone.

Indossate grembiule, guanti di gomma, occhiali di protezione. Misurate gli oli nella pentola da 5 litri. Se non avete un polso sicuro misurate gli oli singolarmente in un’altra pentola e aggiungeteli uno alla volta nella pentola da 5 litri. Unite agli oli la cera triturata e mettete sul fuoco (basso) con un termometro. Evitate di far salire la temperatura oltre i 65° per non distruggere le proprietà degli oli e della cera, eventualmente fate un bagno freddo nel lavandino per raffreddare il composto. Pesate la soda (meglio se in granuli) nel misuratore in acciao. Nella pentola da 3 litri misurate l’acqua. A questo punto versate – CON MOLTA ATTENZIONE –la soda caustica dentro la pentola dell’acqua. NON FATE MAI IL CONTRARIO: MAI l’acqua nella soda perché potrebbero arrivare schizzi ad altissima temperatura.

Con il cucchiaio lungo girate l’acqua e la soda facendo attenzione a non respirare i vapori. Mettete un termometro e vedrete che la temperatura sale oltre i 90°. Lasciatela raffreddare in un posto al sicuro fino a 50°che è la temperatura di miscelazione con gli oli. Controllate nel frattempo gli oli e quando entrambi i composti raggiungono i 50° potete unirli: versate la soda con l’acqua dentro la pentola con gli oli. A questo punto con il frullino ad immersione iniziate a miscelare il composto e dopo qualche minuto inizierà ad addensarsi come una crema pasticcera. Per capire quando il sapone è pronto per essere travasato negli stampi si deve arrivare alla fase del ‘nastro’ ovvero quando il frullino lascia la sua impronta sul sapone (tirandolo fuori a motore spento). A questo punto è pronto per essere versato. Prima però aggiungete i vostri eccipienti cioè il burro di Karitè che aggiungete per ultimo e incorporerete nel sapone (vi potete aiutare con il secondo cucchiaio o con la frusta). Versate nello stampo e coprire con la pellicola trasparente. Mettetelo a riposare una notte per farlo solidificare. Il giorno dopo è pronto per essere tagliato o estratto dagli stampi.

Norme di conservazione

Il sapone fatto con il metodo a freddo, cioè che sfrutta solo il calore sprigionato dalla soda, và stagionato almeno 1 mese prima dell’uso. Quando lo tagliate e lo maneggiate fatelo sempre con i guanti perché la soda caustica è sempre leggermente attiva. Lo riponete in un luogo asciutto, riparato dal sole e una volta stagionato non ha una data di scadenza, come certi vini migliora invecchiando.

Norme di sicurezza

Quando preparate il sapone tenere sempre a portata di mano una soluzione di acqua e aceto (3 parti di acqua e 1 di aceto) per lavare la parte colpita dalla soda.  Per gli occhi usare solo abbondante acqua. Tutta l’attrezzatura che viene a contatto con la soda caustica (pentola, termometri, cucchiaio, ecc.) deve essere lavata subito.

Kiss me now!

2014 gennaio 27
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by Paola Lambardi

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Questa ricetta è un ottimo balsamo per le labbra, le rende morbide, vellutate, pronte da baciare!

La composizione degli oli è pensata anche per nutrire e proteggere il fragile contorno labbra che con l’andare degli anni tende a fessurarsi con minuscole rughe. Per questa ricetta ho preparato un oleolito di vaniglia che dona un gusto cremoso al nostro lucidalabbra. In questo oleolito ho fatto macerare direttamente le bacche di vaniglia in olio di germe di grano, ricco di vitamina E (tocoferolo) ma potete farlo anche in altri oli stando attenti all’odore marcato che alcuni di essi hanno (per esempio l’olio di oliva).

Per rendere ancora più gustoso il sapore ho usato come olio solido il burro di cacao che potete trovare su internet o dalla vostra pasticceria di fiducia. Personalmente uso quello in versione bio de La Saponaria http://www.lasaponaria.it/prodotti/Burro-di-cacao.html. Per finire potete aggiungere anche una nota fruttata come l’olio essenziale di arancio dolce o  mandarino che renderanno il vostro lucidalabbra ancora più appetitoso. Gustare per credere!

 

Ingredienti

25 g  olio di cartamo

12 g oleolito di vaniglia macerato in olio di germe di grano

12 gr. olio di mandorla

12 gr. olio di germe di mais

12 gr. olio di jojoba

8 g  burro di cacao

17 gr. di cera d’api

14 gg di OE arancio dolce

14 gg di OE vaniglia

 

Cosa occorre

1 pentola bassa per il bagno caldo, 1 ciotola che possa essere del diametro giusto per il bagno maria caldo, 1 frusta, 1 cucchiaino, 1 spatola in silicone, diversi barattolini, 1 bilancia che pesa il grammo, 1 termometro lungo ad alcol o in silicone.

Preparazione

Per questa ricetta non è necessario il frullino ad immersione, potete sciogliere tutto a bagno maria con l’utilizzo della frusta.

Pesate gli oli, il burro di cacao e la cera nella ciotola e mettete a bagno maria dove sciogliete lentamente il composto. Vi ricordo che la temperatura non dovrebbe mai salire oltre i 65° per non distruggere le proprietà degli oli e della cera. Potete fermare la temperatura con un bagno freddo nel lavandino. Una volta sciolta completamente la cera potete far raffreddare il composto e una volta tiepido aggiungere gli oli essenziale. Versate il lucidalabbra nei barattolini e per aiutarvi in questa operazione potete scaldare il cucchiaino nell’acqua calda per evitare lo sbalzo termico che lo raffredda e ostacola l’invasettamento. Con questa ricetta potete realizzare circa 10 vasetti da 5 ml e 2 da 15 ml.

Norme igieniche e conservazione

Prima di iniziare pulite bene con alcol le superfici e tutto quello che serve per la preparazione (ciotola, frusta, ecc.). Per questo tipo di preparazione indossate guanti monouso.

Il lucidalabbra si conserva per circa 1 anno se tenuto chiuso e riparato da luce e calore. Una volta aperto dura almeno 3 mesi.

 

 

Olio struccante nutriente

2014 gennaio 6
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Per struccare dolcemente gli occhi e nutrire le ciglia consiglio questo unguento a base di olio di ricino che a dispetto della sua fama un po’ infelice è un’ottimo olio nutriente anche per i capelli secchi e sfibrati che viene estratto dai semi della Ricinus communis una pianta proveniente dall’Africa tropicale e che si è diffusa anche in altri continenti. Oggi l’olio viene prodotto principalmente dall’India ma la sua storia risale al periodo egizio: alcuni semi sono stati ritrovati nelle tombe risalenti al 4000 a.C. e l’uso di quest’olio viene anche citato in altre fonti come in Erodoto che lo indica come olio per le lampade e come unguento per il corpo.

Aggiungere dell’olio di vinacciolo e germe di grano per una maggiore conservazione e per diluire la consistenza molto densa dell’olio di ricino. Per aumentare le sue proprietà potete aggiungere qualche goccia di olio essenziale di geranio, una fraganza molto rilassante con un effetto decongestionante.

 

Ingredienti

28 gr olio di vinacciolo

28 gr olio di ricino

1 cucchiaino di olio di germe di grano

5 gg OE di geranio

 

Cosa occorre

1 bottiglino di vetro scuro

 

Preparazione

Miscelare tutti gli ingredienti e usare dopo un paio di giorni. Agitate bene prima dell’uso.

 

Norme igieniche e conservazione

Potete conservare l’olio per almeno 12 mesi.

 

 

Bombe frizzanti

2013 dicembre 31
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BOMBE LOWPer uno schiumeggiante anno nuovo ecco come fare delle divertenti bombe frizzante amate molto dai bambini e non solo. Colorano l’acqua e rilasciano sostanze ammorbidenti e purificanti per la pelle grazie al bicarbonato di sodio e all’amido di mais. Occorrono pochi ingredienti che potete acquistare in farmacia, come l’acido citrico, e al supermercato come il bicarbonato e l’amido di mais, l’olio di vinacciolo e l’alcol etilico. Con qualche goccia di olio esseziale di eucalipto o rosmarino potete aggiungere un effetto balsamico anche per le vie respiratorie oppure per un effetto rilassante potete scegliere  la lavanda o il pachouli.

 

Ingredienti

50 gr acido citrico

50 gr di maizena

100 gr di bicarbonato di sodio

20 gr alcol etilico

10 gr olio di vinacciolo

20 gg di OE di lavanda (o a scelta)

per colorarle come nella foto:

1/2 cucchiaino di ossido rosso

 

Cosa occorre

1 ciotola, stampi di silicone, 1 bilancia, 1 ciotolina, guanti monouso, 1 cucchiaio

 

Preparazione

Mischiare bene l’acido citrico e il bicarbonato. Nella ciotolina sciogliere nell’amido di mais l’olio essenziale e aggiungere anche l’eventuale colorante. Miscelare insieme i due composti molto bene, aggiungere l’olio di vinacciolo e dopo aver ammalgamato tutto aggiungere l’alcol. L’impasto deve essere molto uniforme e va inserito negli stampi di silicone premendo bene cercando di non colmare troppo lo stampo perchè l’impasto si gonfierà leggermente. Lasciare essicare in un luogo secco e asciutto per un giorno. Verificate che le bombe siano ben asciutte e secche prima di estrarle dagli stampi.

 

Norme igieniche e conservazione

Potete conservare le bomeb frizzanti in un barattolo facendo attenzione a non romperle. Possono conservarsi a lungo (1 anno).

Dentifricio in polvere

2013 dicembre 6
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Per una bocca fresca e pulita ecco un’alternativa al solito dentifricio in pasta che spesso contiene sostanze non propriamente sane per la nostra salute. Occorrono pochi ingredienti che possiamo facilmente recuperare in cucina come il sale fino (meglio integrale) e il bicarbonato di sodio.

Se abbiamo la fortuna di avere delle piante aromatiche come la salvia possiamo raccogliere alcune manciate di foglie che faremo essicare, poi la tritiamo bene, meglio ancora se riusciamo a polverizzarla passandola in un setaccio e ne serve 1 cucchiao colmo.

Aggiungiamo alla polvere di salvia un cucchiaino di radice di liquirizia sempre in polvere (potete acquistarla in erboristeria), una punta di sale fino integrale e una punta di bicarbonato di sodio. In alternativa al bicarbonato, soprattutto per chi ha lo smalto delicato, si può utilizzare il caolino bianco che è meno aggressivo sui denti.

Miscelate tutti gli ingredienti a secco e versateli in un barattolino a bocca larga così facilitate la presa con  lo spazzolino precedentemente bagnato. Questa ricetta non solo è sana ma lascia anche un otiimo sapore in bocca!

 

Ingredienti

1 cucchiaio colmo di salvia essicata

1 cucchiaino di radice di liquirizia in polvere

1 punta di cucchiaino di sale  fino integrale

1 punta di cucchiaino di bicarbonato o in alternativa caolino bianco

 

Cosa occorre

1 tritatutto e 1 contenitore a bocca larga

 

Preparazione

Tritate finemente la salvia e passatela al setaccio. Aggiungete la radice di liquirizia in polvere, il sale e il bicarbonato per un effetto sbiancante da usare non più di una volta alla settimana. Per chi ha uno smalto delicato sostituire il bicarbonato con il caolino bianco (cercatelo in erboristeria per uso interno). Una volta miscelati bene tutti gli ingredienti versate in un barattolino a bocca larga con chiusura ermetica.

 

Norme igieniche e conservazione

Questo dentifricio in polvere non deve stare in frigorifero e può conservarsi a lungo (circa 1 anno)

Crema fluida e leggera al cipresso e pompelmo

2013 novembre 7
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by Paola Lambardi

CREMA FLUIDA X BLOG

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una delle cose che spesso mi viene chiesto è una crema meno untuosa e con questa ricetta ho trovato un’ottima alternativa. Gli ingredienti sono oli leggeri emulsionati con un’infuso di fiori di calendula (potete trovarli già essicati in erboristeria) al quale ho aggiunto un po’ di glicerina vegetale che aumenta l’effetto emolliente e idratante. A fine emulsione aggiungo sempre la vitamina E e in questa formulazione leggera ho scelto gli oli essenziali di cipresso e pompelmo molto indicati per le pelli untuose e iperidratate con azione tonificante. L’accordo tra il mediterraneo cipresso (cupressus sempervirens) e l’aroma fresco e dolce del pompelmo (citrus paradisi) rendono la crema particolarmente gradevole all’olfatto e con un effetto rinvigorente ed euforizzante.

 

Ingredienti

25 gr. di olio di jojoba

25 gr. di olio di avocado

100 gr. olio di vinacciolo

6 gr. di cera d’api

10 gr. di glicerina vegetale

150 gr. di infuso di fiori di calendula (in acqua distillata)

 

Cosa occorre

1 frullatore a immersione da usare solo per preparare le creme, 1 pentola bassa per il bagno caldo,  guanti monouso, 1 misuratore con beccuccio, 1 bilancia che pesa il grammo, 1 frusta in silicone o acciaio, 1 bollitore, 1 teiera per l’infuso, 1 spatola in silicone, 1 ciotola grande; 2 termometri da vino lunghi, stracci, 2 ciotoline, coltelli.

 

Preparazione

Preparare un infuso con i fiori secchi di calendula e acqua distillata che fai precedentemente bollire. Lasci in infusione per un 15 minuti e poi filtri dentro il misuratore con beccuccio con un termometro per monitorare la temperatura. Nella ciotola pesa gli oli e la cera e metti a bagno maria dove sciogli lentamente il composto. Con il termometro controlli la temperatura che non dovrebbe mai salire oltre i 65° (sempre per non distruggere le proprietà della cera). Puoi fermare la temperatura con un bagno freddo nel lavandino. Una volta sciolta completamente la cera fai raffreddare a 30° e a questa temperatura puoi iniziare l’emulsione con l’infuso che deve essere alla stessa temperatura. L’infuso deve essere unito negli oli+cera sempre poco alla volta, goccia a goccia. Una volta incorporato tutto aggiungere la vitamina E e l’olio essenziale di cipresso e pompelmo e si può travasare la crema nei flaconi. Ricorda sempre di apporre un’etichetta con la data di preparazione, il nome e gli ingredienti della crema.

 

Norme igieniche e conservazione

Prima di iniziare pulire bene con alcol le superfici e tutto quello che serve per la preparazione (ciotola, frusta, ecc.). Per questo tipo di preparazione indossare guanti monouso.  Con questa ricetta ottieni circa 3 flaconi da 100 ml. Questa crema una volta preparata non deve stare in frigo ma fate attenzione a non lasciarla esposta al sole o a fonti di calore che potrebbero danneggiarla.

Crema anidra per mani e piedi

2013 ottobre 28
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FOTO CREMA ANIDRA 2

Con questa ricetta realizzate una crema anidra, cioè senz’acqua, molto veloce da fare e ottima per l’inverno in arrivo. Occorre una miscela di oli che possono variare d’intensità untuosa ed essere quindi più o meno assorbiti velocemente dalla pelle. In questo caso ho scelto una miscela di oli leggeri come l’olio di jojoba e quello di avocado e di media untuosità e facile assorbimento come l’olio di mandorla e l’olio di cocco. Oltre alla cera d’api aggiungiamo alla fine un po’ di miele per aumentare l’effetto emolliente. Come ultimo ingrediente mettiamo qualche goccia di olio essenziale di lavanda vera o un altro olio essenziale con proprietà antifessuranti come la camomilla (comune o romana) o la calendula.

 

Ingredienti

25 gr. di olio di jojoba

25 gr. olio di mandorla

25 gr. olio avocado

25 gr. olio di cocco

20 gr. di cera d’api

1 cucchiaino di miele

10 gocce di olio essenziale di lavanda vera (in alternativa camomilla o calendula)

 

Procedimento

Mettere gli oli in una ciotola con la cera d’api e scaldateli dolcemente a bagno maria facendo attenzione a non superare il 65°. Una volta sciolta la cera togliete dal bagno maria e aggiungete il miele e per finire le gocce di olio essenziale. Versare in un contenitore con bocca larga e se riciclate dei vecchi vasetti ricordate di lavarli bene e sterilizzateli in acqua bollente.

 

Sapone al miele emolliente

2013 agosto 9
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Prima di spiegarvi come fare questo delizioso sapone al miele vorrei raccontarvi alcuni vantaggi nel prepararlo in casa. Per prima cosa gli ingredienti che scegliamo per i saponi che realizziamo a casa sono naturali,  privi di tensioattivi chimici e quindi la nostra pelle viene nutrita e pulita dolcemente ritrovando così il suo naturale equilibrio. Un altro importante  vantaggio è per l’ambiente perchè evitiamo l’uso di sostanze chimiche e non utilizziamo packaging, eventualmente ricicliamo dei contenitori esistenti quando necessario. Per finire c’è un vantaggio anche per il portafoglio perchè  come tutte le cose che produciamo da soli il risparmio è immediatamente visibile grazie all’azzeramento dei vari passaggi commerciali e di distribuzione.

Ricordo che il sapone è una reazione chimica: occorre una base alcalina (acqua con soda caustica o lisciva) da unire ad una base di acidi grassi (oli vegetali o grassi animali). Questa miscela dà origine alla molecola del sapone. L’unica cosa veramente importante è fare attenzione nel maneggiare la soda caustica. Indossate guanti di gomma (vanno bene quelli per lavare i piatti), occhiali protettivi (li trovate in ferramenta) e grembiule con pettorina. Mi raccomando: non fate entrare bambini e/o animali mentre preparate il sapone. L’aspetto cremoso dell’impasto può indurre in una pericolosa tentazione!

 

Ingredienti

Olio oliva                             1500 g

Olio di cocco                       1000 g

Olio di mais                          500 g

Soda caustica                       437 g

Acqua distillata*                1140 g

Cera d’api                              150 g

Miele                                      150 g

 

Con questa ricetta preparate circa 3 kg. di sapone.

* l’acqua può anche essere di fonte o piovana, non del rubinetto perchè non deve contenere il cloro che inibisce la reazione chimica.

Cosa occorre

1 pentola da 5 litri in acciaio, 1 pentola da 3 litri in acciaio, 2 cucchiai lunghi di acciaio, 2 termometri ad alcool lunghi, 1 bilancia precisa che misuri il grammo, 1 frullino ad immersione con la gamba staccabile (in acciaio possibilmente) da usare solo per fare il sapone, 2 ciotoline (per il miele e la cera d’api),  1 frusta in acciaio, 1 misuratore in acciaio (per la soda caustica), 1 paletta in silicone, parecchi stracci che assorbano bene il grasso (tipo magliette vecchie), 1 coltello affilato a lama sottile, 1 righello

ATTENZIONE: Non si possono usare pentole di alluminio né cucchiai di legno perché la soda li corrode. Tutta l’attrezzatura in acciaio (ad esclusione del Minipimer) può essere invece lavata e riutilizzata in cucina perché la soda non la intacca.

 

Stampi per il sapone.

Puoi usare tranquillamente gli stampi in silicone per piccoli dolci (usali solo per il sapone). In alternativa vanno bene i sottovasi per le piante oppure vari contenitori di plastica spessa che vanno rivestiti con una pellicola trasparente (un po’ spessa, tipo quella usata dagli imbianchini) per facilitare l’estrazione e l’isolamento.

 

Preparazione

Per prima cosa preparare gli stampi: per quelli in silicone per dolci, una volta riempiti con il sapone, vanno coperti con pellicola trasparente che tagli e prepari in questa fase. Se invece usi dei sottovasi o dei contenitori in plastica rigida ricorda di foderarli sempre con della pellicola trasparente e lasciate un’abbondanza per poterlo avvolgerli una volta che li avete riempiti con il sapone.

Indossate grembiule, guanti di gomma, occhiali di protezione. Misurate gli oli nella pentola da 5 litri. Se non avete un polso sicuro misurate gli oli singolarmente in un’altra pentola e aggiungeteli uno alla volta nella pentola da 5 litri. Unite agli oli la cera triturata e mettete sul fuoco (basso) con un termometro. Evitate di far salire la temperatura oltre i 65° per non distruggere le proprietà degli oli e della cera, eventualmente fate un bagno freddo nel lavandino per raffreddare il composto. Pesate la soda (meglio se in granuli) nel misuratore in acciao. Nella pentola da 3 litri misurate l’acqua. A questo punto versate – CON MOLTA ATTENZIONE –la soda caustica dentro la pentola dell’acqua. NON FATE MAI IL CONTRARIO: MAI l’acqua nella soda perché potrebbero arrivare schizzi ad altissima temperatura.

Con il cucchiaio lungo girate l’acqua e la soda facendo attenzione a non respirare i vapori. Mettete un termometro e vedrete che la temperatura sale oltre i 90°. Lasciatela raffreddare in un posto al sicuro fino a 50°che è la temperatura di miscelazione con gli oli. Controllate nel frattempo gli oli e quando entrambi i composti raggiungono i 50° potete unirli: versate la soda con l’acqua dentro la pentola con gli oli. A questo punto con il frullino ad immersione iniziate a miscelare il composto e dopo qualche minuto inizierà ad addensarsi come una crema pasticcera. Per capire quando il sapone è pronto per essere travasato negli stampi si deve arrivare alla fase del ‘nastro’ ovvero quando il frullino lascia la sua impronta sul sapone (tirandolo fuori a motore spento). A questo punto è pronto per essere versato. Prima però aggiungete i vostri eccipienti cioè il miele che aggiungete per ultimo e incorporerete nel sapone (vi potete aiutare con il secondo cucchiaio o con la frusta). Versate nello stampo e coprire con la pellicola trasparente. Mettetelo a riposare una notte per farlo solidificare. Il giorno dopo è pronto per essere tagliato o estratto dagli stampi.

Norme di conservazione

Il sapone fatto con il metodo a freddo, cioè che sfrutta solo il calore sprigionato dalla soda, và stagionato almeno 1 mese prima dell’uso. Quando lo tagliate e lo maneggiate fatelo sempre con i guanti perché la soda caustica è sempre leggermente attiva. Lo riponete in un luogo asciutto, riparato dal sole e una volta stagionato non ha una data di scadenza, come certi vini migliora invecchiando.

Norme di sicurezza

Quando preparate il sapone tenere sempre a portata di mano una soluzione di acqua e aceto (3 parti di acqua e 1 di aceto) per lavare la parte colpita dalla soda.  Per gli occhi usare solo abbondante acqua. Tutta l’attrezzatura che viene a contatto con la soda caustica (pentola, termometri, cucchiaio, ecc.) deve essere lavata subito.

SAPONI MIELE